Nel mese di aprile, i medici di Ponte nelle Alpi hanno somministrato ai propri assistiti un totale di 731 dosi di vaccino: AstraZeneca, Pfizer e Moderna.
Molti sono stati vaccinati in occasione delle giornate organizzate al palasport, in collaborazione con i Servizi sociali del Comune, la Protezione civile e la Polizia municipale: nel dettaglio, il 6 e 7 aprile sono state somministrate 390 dosi di AstraZeneca. E il 28 aprile, 170 di Pfizer.
In prevalenza erano persone dai 70 anni in su: per la maggioranza si è trattato della prima dose, mentre la seconda verrà iniettata tra maggio e giugno (in base alla tipologia di vaccino).
Come da linee guida, fanno eccezione i pazienti che, avendo avuto il Covid da meno di sei mesi, ricevono un’unica dose. In merito agli Over 80 e ai più fragili, impossibilitati a raggiungere i drive-in, hanno ricevuto il vaccino (Moderna) a domicilio dal proprio medico curante: per loro il ciclo si è concluso con la somministrazione nei giorni scorsi della seconda dose. E per una minoranza si è proceduto alla vaccinazione nel nuovo ambulatorio a sede unica.
È bene ricordare che le categorie da vaccinare, per fascia d’età o patologie, vengono indicate ai medici dall’Azienda sanitaria: «L’impegno vaccinale richiede un grande sforzo – afferma la referente dei medici di base di Ponte nelle Alpi, la dottoressa Margherita De Marchi – perché si aggiunge all’attività ambulatoriale e domiciliare di base che, in quest’anno di pandemia, abbiamo cercato comunque di assicurare ai pazienti, malgrado le numerose difficoltà. Vaccinare, infatti, implica un impegno di energie e tempo non indifferente, anche per l’aspetto organizzativo e burocratico».
A questo proposito, quanto fatto finora è stato possibile grazie all’ottima collaborazione tra i cinque medici di base: la sinergia si è rafforzata ulteriormente con il trasferimento nell’ambulatorio a sede unica di Ponte nelle Alpi.



