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Bando Fondazione Dolomiti Unesco. L’assessore Yuki d’Emilia difende il requisito della lingua tedesca

Yuki d’Emilia, assessore

“No al provincialismo quando si parla di beni patrimonio mondiale”. Yuki d’Emilia, assessora al turismo del Comune di Belluno, sostenitore della Fondazione Dolomiti Unesco, interviene in difesa del bando che prevede la conoscenza della lingua tedesca per accedere alla selezione del nuovo direttore dell’ente di gestione del Sito Unesco, che si è chiuso pochi giorni fa. E che l’onorevole Dario Bond (Forza Italia) aveva criticato.

«Credo che attaccare il bando per la richiesta della conoscenza della lingua tedesca sia stato poco corretto nei confronti dei tanti professionisti ed esperti che, per motivi di studio o di lavoro, quella lingua la conoscono e la parlano. Forse si crede che i bellunesi, i veneti o in generale tutti quelli che non vivono in Alto Adige non la studino a scuola, all’università, nelle città europee dove vanno a vivere o lavorare? – si chiede d’Emilia.  – Stiamo parlando di una realtà che è nel cuore delle Dolomiti, delle Alpi e dell’Europa, che non deve parlare solo dentro i confini del suo territorio, ma soprattutto aprirsi all’esterno, e la conoscenza delle lingue è fondamentale. Fosse per me, anzi, avrei inserito come requisito anche la conoscenza della lingua francese: nel nostro piccolo, vediamo l’importanza della conoscenza delle lingue con il progetto Alps 2030, che coinvolge tre ragazze bellunesi, ma anche sloveni con i quali si parla inglese, ragazzi di Chamonix che parlano francese e del Liechtenstein, dove la lingua ufficiale è il tedesco».

Tutte osservazioni condivisibili quelle dell’assessore Yuki d’Emilia. Ma se vogliamo dirla tutta è con la lingua inglese che giri e lavori in tutto il mondo. Se proprio vogliamo fare il conto della serva, è il cinese la lingua più parlata al mondo, visto che la Repubblica popolare cinese vanta quasi un miliardo e 400mila abitanti. E perché no il russo? visto che l’Italia è già meta di turisti russi? La lista potrebbe continuare con lo spagnolo (500 milioni di persone al mondo lo parlano) e il portoghese.

Insomma, difendere il bando laddove prevede la conoscenza della lingua tedesca che è notoriamente parlata nella provincia di Bolzano, appare solo una difesa politica di facciata, per escludere professionisti che non parlano quella lingua.