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Nevegal, l’avvenire bellunese

Molto si è parlato e scritto in merito allo sviluppo turistico del Nevegal. Immaginiamo ora come potrebbe essere ri-progettata la zona: una seggiovia da Faverga che raggiunge il Nevegal a 1.052 metri, dove adattare un albergo-rifugio con 25 camere; da Santa Croce al Lago alla Faverghera un’altra seggiovia andrebbe a collegare il versante sud, al servizio delle province di Treviso e Venezia e Padova, con una stazione d’arrivo che dovrebbe funzionare da albergo-rifugio.  La zona così attrezzata si presenterebbe molto interessante per le competizioni sportive invernali ed estive. E per lo sviluppo turistico alpinistico del Nevegal e del Visentin. Confidiamo quindi che gli sforzi delle autorità competenti possano finalmente riuscire a risolvere il problema, altrimenti Belluno, per la scarsa iniziativa privata, rimarrebbe ancora chissà per quanti anni senza la legittima attrezzatura turistico-alpinistica tanto necessaria alla sua economia.

Questo, pressappoco scriveva, 72 anni fa Bristot Neri, sul Gazzettino di Belluno di giovedì 25 novembre 1948, facilmente reperibile nell’archivio on line della Biblioteca Civica di Belluno.