
Ci troviamo nel pieno della seconda ondata Covid. Un momento particolarmente difficile in cui tutti abbiamo il dovere di collaborare per uscire il prima possibile dalla fase acuta della pandemia. Servono sacrifici oggi, per sperare di vivere il Natale in famiglia, senza ulteriori restrizioni. Le misure anti-contagio richiedono un impegno collettivo che ci offre però anche l’occasione di essere una comunità unita. Se sapremo esserlo veramente, potremo imparare una lezione utile per portare avanti strategie territoriali nel futuro. Perché un futuro ci sarà. E sarà senza questo maledetto Covid che da quasi un anno caratterizza le nostre vite.
Questa mattina in Prefettura si è radunato il Comitato ordine e sicurezza pubblica con i rappresentanti delle categorie. Abbiamo convenuto la necessità di intensificare i controlli per il prossimo fine settimana, anche alla luce dei dati aggiornati del contagio in provincia. Ma oltre ai controlli, chiedo con forza che i bellunesi sappiano dimostrare il senso di responsabilità e di rispetto delle regole che sempre hanno potuto rivelare nei momenti del bisogno.
In questo momento abbiamo la necessità di abbassare la pressione che grava sul sistema ospedaliero e sui professionisti sanitari – medici, infermieri, operatori socio sanitari, lavoratori delle case di riposo -. Il grande sforzo operato da queste persone, a cui va il nostro grazie, non può essere vanificato dal comportamento irresponsabile di pochi. I principi sono sempre gli stessi: uso corretto della mascherina, sanificazione frequente delle mani e distanziamento fisico. Un impegno semplice, un sacrificio da poco, rispetto al lavoro di chi opera all’interno degli ospedali per la salute di tutti.
Se tutti faremo la nostra parte, potremo superare questa nuova fase difficile in tempi rapidi e magari anche salvare il Natale, preservando non solo la tradizione, ma anche le attività economiche, commerciali e turistiche oggi in enorme difficoltà. Oggi le attività economiche e il commercio pagano un prezzo carissimo, ma confidiamo in un ristoro doveroso da parte dello Stato e in una rapida ripartenza non appena avremo archiviato l’emergenza sanitaria. Ristoro che ci auguriamo arrivi anche alle stazioni sciistiche e agli impianti di risalita, che hanno davanti una stagione invernale senza precedenti, bloccata dalle restrizioni oggi doverose. Mi appello quindi al senso civico dei bellunesi: sappiano imparare dal comportamento dei bambini e dei nostri ragazzi, costretti a una didattica emergenziale che poggia sulla buona volontà degli insegnanti e delle scuole e che spesso costringe le famiglie a salti mortali e organizzazioni quotidiane complicate.
Rivolgo un ultimo appello: sono molte le persone ammalate e molti i positivi. A loro va il nostro pensiero, perché si trovano in una fase difficile. Non hanno bisogno di dita puntate contro, di stigmatizzazione, ma solo di solidarietà e vicinanza.
Roberto Padrin
Presidente della Provincia di Belluno



