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Artigiani preoccupati dallo spettro di un nuovo lockdown. Scarzanella: «Garantiamo la prosecuzione delle attività alle imprese che rispettano le regole»

Claudia Scarzanella

«Gli artigiani, a questo punto, tremano. Abbiamo paura di un nuovo lockdown e siamo in balia dell’incertezza che ne deriverà. Più di qualcuno potrebbe non riuscire a ripartire».

È un messaggio di profonda preoccupazione quello che esprime la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella. I dati del contagio galoppano e il governo pare intenzionato a chiudere tutto di nuovo. «Ma con quali prospettive?» Si chiede la presidente Scarzanella. «Dopo quattro mesi difficili, tra costi per la ripartenza a singhiozzo e paura di nuove chiusure, ora ci aspettavamo il Natale come periodo in grado di far riprendere quota alle attività. Ma se a Natale scatta il nuovo lockdown, rischiamo davvero di arrivare al punto di non ritorno».

Confartigianato Belluno ricorda gli sforzi messi in campo dalle imprese per garantire sicurezza e rispetto totale delle norme anti-contagio. E si dice disponibile a continuare su questa strada, spingendo ulteriormente. «A patto però che ci sia un riscontro da parte del governo» continua la presidente Scarzanella. «I ristori previsti per imprese di ristorazione, tempo libero e cultura, ad esempio, non sono sufficienti per coprire le perdite. E numerose attività, con il sistema dei codici Ateco, rimangono escluse dal decreto ristori – aggiunge il direttore di Confartigianato Belluno, Michele Basso -. Penso alla disparità di trattamento tra la piccola e la grande distribuzione, alle palestre che hanno dovuto chiudere nonostante il rispetto dei protocolli. Penso alle imprese di trasporto persone, che sono ferme da marzo; a tal proposito, abbiamo fissato un nuovo incontro con il presidente della Provincia per spiegare la situazione attuale e confrontarci sul futuro del trasporto privato nel nostro territorio».

«Ancora una volta – conclude la presidente di Confartigianato Belluno – chiediamo che si guardi a un sistema diverso, di premialità. Se lockdown dovrà essere, almeno si tuteli chi ha sempre rispettato le regole, finora».

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