Egregio Signor Direttore di Belluno Press – Quotidiano on-line
Sono un ragazzo di 12 anni, vicentino, venuto qui in vacanza per qualche tempo e vorrei segnalarLe cosa è accaduto oggi 10 luglio 2020 al Rifugio Città di Fiume (Selva di Cadore).
Ero giunto al rifugio dopo una camminata abbastanza impegnativa, durante la quale avevo bevuto tutta l’acqua della mia borraccia, credendo che, quando fossi giunto a destinazione, avrei potuto fare rifornimento al rifugio acquistandone una bottiglia. Arrivato, la chiedo al gestore, che mi dice che per acquistare una bottiglia d’acqua devo sedermi al tavolo;
e che per sedermi al tavolo mi ci vorrà un’attesa di almeno 15 minuti.
Francamente non capisco perché per acquistare una bottiglia d’acqua io mi debba sedere al tavolo e aspettare di essere servito (nei bagni l’acqua non è potabile).
Ho ritenuto di scrivervi per segnalarvi quello che secondo me è un atteggiamento scortese e scorretto verso turisti ed escursionisti, che nei rifugi si aspettano di trovare accoglienza e ristoro; mentre non mi sembra che le regole sul distanziamento sociale possano giustificare un tale atteggiamento.
Spero che pubblichiate questa mia lettera per indurre un ripensamento in chi gestisce il rifugio “Città di Fiume”, che si trova in un luogo bellissimo, come molti altri in questa splendida zona.
Edoardo

mt 1918 s.l.m.
Località Malga Durona- Borca di Cadore (Belluno)
Sono Mario Fiorentini, gestore del Rifugio Città di Fiume.
Ho presente la situazione, il momento in cui è arrivato Edoardo e la sua richiesta.
Mi è chiara dunque la dinamica degli eventi in quanto seguo in prima persona, per quanto possibile, l’ accoglienza degli escursionisti in modo da poter dar loro tutte le informazioni necessarie alla migliore fruizione dei servizi del Rifugio
In zona attesa, all’ingresso dell’area del Rifugio che abbiamo scelto di delimitare come previsto dalle norme in vigore, assieme a lui c’ erano anche altre persone.
I protocolli in vigore per la gestione dei Rifugi prevedono, come per altro segnalato nella bacheca presente all’ingresso dell’ area Rifugio, l’obbligo di servire solo al tavolo.
A tutti ho dovuto dire di “aspettare” in quanto i tavoli a disposizione, nel rispetto delle regole in vigore sul distanziamento, erano occupati.
Nel nostro caso specifico inoltre, essendo bar e sala da pranzo un unico locale e non potendo prevedere entrata ed uscita differenziata, possiamo far accedere solo persone con prenotazione, organizzare i loro movimenti, per limitare al massimo gli incroci.
Nel rispetto delle regole previste e soprattutto a tutela dalla salute di ognuno, anche quando è arrivato Edoardo, ho seguito la procedura prevista.
I Gestori di Rifugio e i loro collaboratori si stanno adoperando con sacrificio e attenzione per garantire la consueta ospitalità a tutti coloro che, in questa particolare estate, frequentano la montagna.
E’ per noi molto difficile trasformare il luogo di accoglienza e condivisione per eccellenza come è il ” rifugio ” in qualcosa di completamente diverso come anche il Rifugio deve essere in questo momento
Mario Fiorentini
Rifugio Città di Fiume
