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Parte anche a Belluno il Progetto pomodoro

Venerdì 22 maggio, giornata internazionale dedicata alla biodiversità, ha ufficialmente
preso il via un interessante progetto di sperimentazione e miglioramento genetico in
campo del pomodoro anche in provincia di Belluno. Una coltivazione, quella del
pomodoro, non certo tipica per la nostra Terra ma che sta sempre più riscuotendo
interesse da parte di tanti coltivatori e di svariati consumatori alla ricerca di sapori
“originali” o particolari.
Il progetto, totalmente autofinanziato, vede il coinvolgimento di una serie di aziende e
realtà legate all’associazione Dolomiti bio e a Naturalmente Valle di Seren.
Già da qualche anno qualche realtà locale ha iniziato una proficua collaborazione con
importanti associazioni per la tutela della biodiversità (in primis Seed Vicious) che a livello
nazionale stanno recuperando varietà tipiche italiane di pomodoro e sperimentando la
coltivazione di sementi antiche e non manipolate anche da altre aree del mondo. Visti gli
ottimi risultati ottenuti da quest’anno altre aziende e piccoli coltivatori hanno deciso di
dedicare tempo, energie e terreno a questo progetto

Grazie alla consulenza di tecnici ed esperti sono state individuate una ventina di varietà,
per lo più italiane (ma ce ne sono anche di siberiane, andine, spagnole, siriane ecc) che
verranno coltivate e monitorate assieme ad altre 4 storicamente legate al bellunese: il
cuore del professore (Belluno) il cuore Nadia (Fonzaso) il cuore Rosa (Seren del Grappa) e il Nasone.
Le sementi sono state affidate al vivaio biologico Il Ruscello di Seren del Grappa che le ha
coltivate e ha poi assegnate i vari lotti di piantine alle varie aziende interessate. Presso il
vivaio biologico verrà realizzato un campo catalogo visitabile con una trentina di varietà in
sperimentazione. Un ruolo importante nel progetto è rivestito dalle aziende: Gesti Alpestri
(Feltre) Anemos e Albero degli Alberi (Seren) i boschi del castagno (Valmorel) azienda Fagherazzi (Sedico) ed altre site in provincia di Belluno ma anche nel vicentino e padovano
Lo scopo del progetto è quello di individuare delle varietà ideali per la coltivazione nel
nostro territorio, partendo da semi antichi e riproducibili, che, come dimostrato da
svariate ricerche hanno dei valori nutritivi e sapori ben superiori ai molti ibridi e super
ibridi “creati” per soddisfare le esigenze di massima produttività (anche grazie a molta
chimica e stimolanti ormonali) delle grandi aziende.

Il progetto prevede una coltivazione sana e sostenibile, una condivisione di informazioni e
saperi tra i vari partecipanti e, se la situazione lo consentirà dei momenti di ritrovo e di
degustazioni aperte ad appassionati e interessati.
Questo progetto legato al pomodoro si affianca ad altri dedicato a varietà più tipicamente
bellunesi (mais fagioli ecc) e ci fa capire quanta sia il desiderio di sperimentazione e di
innovazione che hanno molti coltivatori bellunesi, legati a questa Terra e alle sue tradizioni
e tipicità ma anche capaci di creare rapporti a livello nazionale, costruire reti e proporre
prodotti sani, dai sapori marcati (e non insipidamente omologati) e ricchi di nutrienti.

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