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Agricoltura. De Carlo: “Al settore solo 150 milioni su 25 miliardi. No a sanatorie per gli immigrati; si usino voucher e percettori di reddito di cittadinanza”

Duri attacchi ai provvedimenti – “inesistenti” – del Governo a favore del settore agricolo, un “no” forte e chiaro alla sanatoria per regolarizzare gli immigrati, e critiche all’atteggiamento dell’esecutivo nei confronti del Parlamento e dei cittadini: questi i punti principali dell’intervento in aula del deputato di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, a seguito della lettura dell’informativa urgente da parte del Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova.

“Per un settore che già prima dell’epidemia stava vivendo una fortissima crisi, mettete a disposizione appena 150 milioni di euro su 25 miliardi di manovra annunciata”, ha attaccato De Carlo. “Pensavate che gli agricoltori potessero continuare a lavorare senza problemi per riempire gli scaffali dei nostri supermercati, ma come avrebbero potuto con pochissima liquidità, ancor meno manodopera e senza sbocchi commerciali? Anche l’inserimento della categorie nel Decreto Liquidità non risolve il problema: 6 anni per restituire il prestito, ce lo dicono gli stessi agricoltori, è un periodo di tempo troppo breve”.

Al settore mancano ora circa 300mila lavoratori, e De Carlo ha ribadito le proposte di Fratelli d’Italia: “Usiamo i voucher e arruoliamo senza vincoli i percettori di Reddito Di Cittadinanza. Siamo favorevoli anche all’utilizzo dei lavoratori stagionali che arrivano dall’Est Europa, che però sono penalizzati dai decreti flussi promossi negli anni dai governi di sinistra. Gridiamo invece il nostro “no” alla sanatoria per regolarizzare gli immigrati: non usate questa crisi per la vostra propaganda. C’è bisogno di lavoro per i nostri cittadini”.

De Carlo, responsabile nazionale di FdI per il Made in Italy, ha poi lanciato alcune critiche politiche al Governo: dopo aver denunciato la totale mancanza di una strategia nazionale per la costruzione e la tutela del vero prodotto italiano, ha attaccato l’atteggiamento dell’esecutivo: “Abbiamo ascoltato con attenzione l’intervento del Ministro, sia perché il suo intervento era stato più volte da noi sollecitato, sia perché ormai il Parlamento sembra essere diventato un fastidio per questo governo, un passaggio inutile e superfluo. Siamo arrivati al punto che per fare chiarezza sulle leggi dobbiamo basarci sulle FAQ dei ministeri, è una situazione allucinante”.