
Chi ha fatto il servizio militare conosce la battuta: “Mai eseguire l’ordine, aspettare sempre il contrordine”. Questa sera, infatti, in conferenza stampa nella quale ha annunciato la proroga al 13 aprile delle misure restrittive, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto anche “Non abbiamo autorizzato l’ora del passeggio con i bambini. Abbiamo detto che se ci sono dei bambini, quando un genitore va a fare la spesa, si può acconsentire l’accompagno di un bambino, ma non deve essere l’occasione di andare a spasso”.
La circolare interna diffusa ieri sera, dunque, non vale nulla. E non valeva nulla comunque, posto che una circolare, per il principio di gerarchia delle fonti, non può certamente modificare un Decreto del presidente del Consiglio dei ministri.
“Con questo sforzo ulteriore – ha detto il presidente Conte – potremo valutare una nuova prospettiva nel momento in cui i dati dovessero consolidarsi inizieremo un allentamento delle misure. Non vi posso dire se sarà il 14 aprile. Valuteremo l’inizio della fase 2, quella della condivisione del virus fino alla fase 3 cioè l’uscita dall’emergenza e il ripristino delle nostre abitudini con rilancio e vita sociale”.
Se Pechino è rimasta blindata dal 23 gennaio al 24 marzo, con le regole ferree rispettate dal popolo cinese, probabilmente è il caso di non farsi grosse illusioni sull’inizio della fase 2 in Italia. Sarebbe un peccato buttare tutti gli sforzi fatti fino ad oggi.
(rdn)


