
L’articolo 2 del DPCM ha sospeso tutte le attività dei servizi di ristorazione come bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, mentre rimangono aperti i negozi di commercio al dettaglio di prodotti alimentari, quali panifici, gastronomie e pastifici.
Le pasticcerie escluse alzano la voce con il presidente di mestiere di Confartigianato, Cristiano Gaggion, e chiedono di poter tornare a lavorare e aprire i propri negozi per il periodo di Pasqua. “Vorremmo avere la certezza di poter riaprire senza incorrere in sanzioni – dichiara Gaggion – . Naturalmente, visto il periodo di emergenza, la riapertura sarà seguita da tutte le precauzioni necessarie per garantire le condizioni di sicurezza nel rispetto delle normative vigenti.”
Il direttore di Confartigianato, Michele Basso, in collaborazione con la Ccia di Treviso-Belluno ha posto il quesito dell’apertura delle attività artigianali collegate ad attività primarie. E le pasticcerie rientrano proprio tra queste.
Le consegne a domicilio, pur attivate, non sono sufficienti per soddisfare la clientela e si ritiene sleale la concorrenza dei supermercati che in questo periodo potranno vendere agevolmente i prodotti industriali.
“I bellunesi – conclude Gaggion – vogliono passare la Pasqua con i dolci tradizionali del territorio e ritengo che in questo periodo difficile i pasticceri potrebbero contribuire a un momento di convivio nel nucleo familiare a sostegno del territorio e delle piccole attività.”



