
Belluno, 13 febbraio 2020 – «Il prolungamento dell’A27 o comunque di uno sbocco a nord deve diventare una priorità nell’agenda politica regionale e nazionale. Non si può continuare a perdere altro tempo. Le categorie economiche sono state fin troppo chiare, la convergenza su questo tema è massima. Più in generale il Veneto non può perdere competitività e attrattività di fronte all’asse Milano-Bologna-Brennero».
A ribadirlo è la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton alla vigilia del convegno «Il Veneto nelle nuove rotte economiche globali. Porto di Venezia e autostrada A27», organizzato da Cisl Veneto e Unioncamere del Veneto, in programma per domani venerdì 14 febbraio 2020 all’Hotel NH Laguna Palace di Mestre.
«Fino a qualche tempo fa, il prolungamento dell’A27 o comunque di uno sbocco a nord per il Veneto era diventato quasi un tabù. Oggi finalmente se ne parla apertamente e le categorie – industriali, artigiani, sindacati – hanno il merito di aver riportato il tema al centro del dibattito».
A tal proposito, Berton ricorda la posizione unitaria espressa nel luglio 2019 dal Tavolo delle infrastrutture della Provincia di Belluno, coordinato da Domenico Limana, alla presenza dell’assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti in un incontro a Villa Patt di Sedico (Belluno): «Abbiamo costituito un fronte comune a favore del territorio, chiedendo di affrontare senza paura il tema delle infrastrutture materiali e immateriali. Lo abbiamo fatto anche in una lettera consegnata allo stesso governatore Luca Zaia, sottolineando come il tema di uno sbocco a nord non riguardi solo il Bellunese ma buona parte del Veneto, che rischia di rimanere indietro sul fronte infrastrutturale».
«Bene quindi fa la Cisl a porre la questione e inserirla all’interno di un dibattito più complessivo che riguarda anche il sistema portuale di Venezia. Ogni nuova opera infatti deve essere interconnessa e messa in rete», rimarca Berton.
«Di fronte a una posizione così forte delle categorie economiche, mi auguro che la politica superi visioni ideologiche – ispirate dall’eterno fronte del no – e affronti la questione dello sbocco a nord con spirito pratico trovando risorse e iniziando seri percorsi di progettazione e fattibilità», la conclusione di Berton.
