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Sovracanoni idrici. Dario Bond: «Sono fondamentali per le piccole comunità di montagna, doveroso difenderli»

«Nell’ultima finanziaria, sono riuscito a far passare un ordine del giorno sulla difesa dei sovracanoni idrici dei Comuni. È un atto fondamentale per la salvaguardia delle piccole comunità di montagna». È quanto afferma il deputato di Forza Italia Dario Bond, firmatario del documento approvato nell’ultima seduta della Camera.

«I sovracanoni – ricorda Dario Bond – sono dovuti dai concessionari di derivazione d’acqua per produzione di forza motrice, le cui opere di presa ricadono in tutto o in parte nel perimetro dei bacini imbriferi montani. Costituiscono quindi un ristoro importantissimo per i territori come quelli bellunesi che sono oggetto di sfruttamento per le loro acque. Per cui le previsioni del decreto fiscale, di creare una sorta di banca di questi fondi per poi spalmarli su realtà più ampie, erano a totale svantaggio delle zone montane. L’ordine del giorno che sono riuscito a far approvare va proprio nella direzione opposta».

Nelle premesse del testo del documento si evidenzia che la disposizione del decreto fiscale (art. 57 comma 2 octies) ha l’effetto di privare i Comuni e i loro consorzi di una parte delle entrate che la legge invece vuole attribuiti ad un fondo comune gestito dai consorzi e impiegato per il progresso economico e sociale delle popolazioni interessate dalle derivazioni. «Con l’attribuzione di parte dei sovracanoni a una realtà terza vengono cambiati sia destinatario che finalità delle risorse della legge istitutiva di questi fondi – afferma Dario Bond -. Di fatto, viene sottratta ai Comuni un’entrata loro attribuita dalla legge con vincolo di destinazione al proseguimento di un pubblico interesse, e viene prodotta una grave compressione dell’autonomia finanziaria dei Comuni interessati da grandi derivazioni idroelettriche. Con l’ordine del giorno ho impegnato il governo ad abrogare il contenuto del decreto fiscale con un prossimo intervento legislativo. Una partita importantissima per il nostro territorio, anche alla luce della futura gestione delle dighe e dei grandi impianti, che nel 2029 andranno in scadenza. Questa è la prima puntata: poi ci sarà la partita che riguarda l’applicazione dell’articolo della finanziaria dello scorso anno sul passaggio delle infrastrutture idroelettriche agli enti locali su cui non possiamo farci trovare impreparati».

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