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Cessazione recupero animali selvatici. Cristiano Fant replica al consigliere provinciale Franco De Bon: “L’assistenza a specie è un servizio ordinato dalla Regione”

Prendo spunto da quanto apparso su un giornale locale del 23 dicembre 2019 per fare dei chiarimenti.
La Provincia di Belluno ha deciso di smettere il recupero e l’assistenza degli animali selvatici sul territorio bellunese. Comunicato che giunge, dalle parole del consigliere provinciale Franco De Bon, decisamente tardi viste le mancanze in tal senso esistenti già da parecchi mesi,mancanze sinora assorbite, per quanto possibile, dal mondo del volontariato in collaborazione con alcuni veterinari privati (il servizio pubblico sembra morto da tempo, in tal senso).

La Provincia quindi decide di smettere un servizio ordinato dalla Regione, riguardo l’assistenza a specie che sono un bene indisponibile dello Stato, specie protette da leggi ben chiare e definite, che sono sempre state un punto di forza e un vanto per il nostro territorio e che oggi vengono considerate un peso (salvo quando devono essere cacciate, a quanto pare).
Le preoccupazioni del consigliere De Bon , riguardo i grandi numeri di ungulati in provincia che denuncia, numeri decisamente preoccupanti sembrano, essere un’emergenza maggiore che non il rispetto per la vita stessa di ogni essere vivente, tema principale degli ultimi trattati europei in materia di benessere animale.
Paradossalmente, ci si preoccupa di numeri definiti importanti in termini di sovrannumero di ungulati nel periodo storico in cui, in aiuto dell’uomo, incapace di gestire tali sovrannumeri con l’attività venatoria, sempre meno utile in tema di abbattimenti e sempre più dannosa alla specie umana visti gli incidenti e i danni riportati da troppe persone, è giunto un predatore etico, corretto e in grado di equilibrare l’habitat in cui vive, posto che lo si lasci lavorare (cosa che la Regione Veneto sembra non essere intenzionata a fare visti i proclami di molti politici evidentemente di parte). Parliamo ovviamente del lupo, del quale sui mass media cartacei si è scritto sin troppo e male in questi ultimi anni
Quello che sconvolge, nelle dichiarazioni del De Bon è il fatto che lo stesso, a quanto riportato nell’articolo citato, è inutile recuperare e curare animali selvatici che il giorno dopo la reimmissione sul territorio vengono potenzialmente abbattuti dai cacciatori. Un pensiero questo, decisamente in controtendenza con le evidenze sottolineate dalla CE e recepite nonché applicate anche dall’Italia. Gli animali, tutti, sono esseri senzienti ai quali è dovuto il rispetto dal momento della nascita a quello della morte che deve avvenire con i minori traumi possibili. Parole che sono legge, oggi.
In questo la provincia bellunese sta mancando decisamente. Ne sono esempio i molti casi che hanno visto animali agonizzanti per intere nottate vista la mancanza di intervento dei veterinari preposti e il disinteresse a risolvere il problema da parte della Provincia.

Sulla base di quanto dichiarato dal De Bon, peraltro Sindaco di un comune bellunese, incarico che ne aggrava le dichiarazioni alla luce dei doveri dei primi cittadini in tema di tutela delle specie presenti sul territorio, potremmo, usando lo stesso metro di misura, dire che è inutile dare assistenza ad un anziano perché tanto è destinato a morire di li a poco; nel dire tanto mi si rigira lo stomaco.
Vista la natura di essere senziente di ogni animale, viste le leggi a tutela degli stessi e viste le normative che pretendono interventi precisi degli organi addetti, l’assistenza è doverosa ma in una provincia come quella bellunese che, pur immersa nel verde e con una ricchezza di selvatici senza pari in Italia, non ha all’attivo nemmeno un CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) peraltro obbligatorio per il territorio, non ci si può stupire se lo stato di abbandono subito dai selvatici (ma potremmo fare lo stesso discorso per gli animali da reddito o da affezione) risulta da terzo mondo.
L’augurio, per il benessere degli animali ma anche per il rispetto dovuto dai bellunesi ad un territorio tra i più belli del mondo è che in un futuro prossimo, possiamo contare su dirigenti, consiglieri e politici che sappiano affrontare certe tematiche con capacità e conoscenze adeguate perché, ancora una volta, per l’ennesima volta, dobbiamo constatare come il benessere animale e il rispetto delle normative a loro tutela sono pressoché ignorate nella nostra provincia.
E di questo, ancora una volta ci dobbiamo vergognare, come cittadini italiani, veneti e bellunesi.

Cristiano Fant – Movimento antispecista bellunese