
“Fratelli d’Italia ha denunciato da tempo, da prima che se ne accorgesse l’ex partito di governo, il rischio per i comuni che hanno intrapreso percorsi di fusione di vedersi ridotti gli annunciati trasferimenti da parte dello Stato. A quasi un mese dall’interrogazione del collega Foti, però, il ministro Tria ancora non ci ha risposto”: il deputato e sindaco di Calalzo di Cadore, Luca De Carlo, torna a mettere sotto i riflettori la paradossale situazione che decine di comuni italiani, anche nel Bellunese, si troveranno a vivere, alla vigilia della protesta annunciata dal Partito Democratico per domani a Roma.
L’interrogazione data 21 giugno e chiedeva al Ministro dell’Economia e delle Finanze e al Ministro dell’Interno “quali iniziative si intendano assumere non essendo stata predisposta un’integrazione al fondo per i contributi alle fusioni, vista l’attivazione nell’anno 2019 di nuove fusioni tra comuni”. Al fondo mancano circa 30 milioni di euro, 2 dei quali nella sola provincia di Belluno, con un -25% per le fusioni più “datate” di Quero Vas, Longarone, Val di Zoldo e Alpago e ben -58% sulla stima per il neonato comune di Borgo Valbelluna
“Non ho mai condiviso le politiche centralistiche del Partito Democratico”, commenta De Carlo. “Le ritengo una maniera sottile per levare rappresentanza e democrazia ai cittadini, con la scusa di razionalizzare e semplificare. Ma i comuni non sono aziende e non bisogna perseguire unicamente l’efficienza economica. I comuni, anche i più piccoli, soprattutto nelle zone di montagna, sono un presidio imprescindibile, a livello amministrativo, gestionale e sociale. Certo, possono associarsi e convenzionarsi per offrire servizi migliori: a Calalzo lo facciamo per i rifiuti e lo sportello attività produttive, ma non si può chiedere ai comuni di auto-eliminarsi, nascondendo il centralismo dietro promesse di fondi che poi non vengono mantenute”.
“Mi auguro” conclude De Carlo “che il ministro Tria dia presto una risposta alle nostre denunce: lo faccia non per noi, ma per quelle migliaia di cittadini che hanno creduto alle promesse delle istituzioni”.
