Leggiamo su articoli di stampa e web che i cacciatori agordini della Riserva alpina di Taibon Agordino chiedono l’appoggio di Regione e Provincia per portare avanti “il loro operato” in termini di ripristino dei sentieri, lamentando azioni denigratorie nei loro confronti, e alcune azioni legali nel confronto del loro operato.
Non si comprende cosa questo abbia a che fare con la questione della caccia, solo loro ad oggi sembrano avere questo problema visto che moltissimi volontari sono al lavoro in maniera silenziosa senza palchi e clamori (CAI in testa, ma anche associazioni sportive ecc) e senza l’appoggio di assessori e politici di nessun schieramento, la cosa suona come la solita tattica per avere un po’ di visibilità nel tentativo di migliorare un’immagine pubblica che nel 2019 non raccoglie più consensi visto che l’uccisione di animali per divertimento è mal tollerata.
Ma la vera domanda è: i cacciatori di Taibon Agordino rinnoveranno ancora la licenza di caccia? E’stato emanato provvedimento formale per la chiusura della caccia (per 10 anni) nelle zone incendiate di Taibon e Valle di San Lucano come da Legge 21/11/ 2000, n. 353 “Legge-quadro in materia di incendi boschivi” – ART. 10
Questa domanda ed un’altra andrebbero rivolte al Dott. Padrin Presidente della Provincia e al Dott. Pan che in particolare esprime plausi ai cacciatori e molto poco appoggia le azioni del volontariato protezionistico provinciale, cosa hanno fatto per provvedere all’eutanasia degli animali selvatici investiti e lasciati morire agonizzanti a bordo strada? Il servizio non è più erogato dalla ULLS, ma si era letto di convenzioni con i veterinari in libera professione, accordi nei fatti mai conclusi e problema mai risolto. Insomma, niente di nuovo nel campo della protezione degli animali, e soliti teatrini per chi abbisogna di valorizzare un’immagine sanguinaria che nel 2019 non è più tollerata dalla gente civile.
Cristiano Fant, Presidente di Siamo Tutti Animali – Movimento Antispecista Bellunese
