
Venezia, 20 dicembre 2018 – Giornata di incontri nel Bellunese per il consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin insieme all’onorevole Roger De Menech e all’europarlamentare, e vicepresidente a Bruxelles della commissione Agricoltura, Paolo De Castro. “Siamo alla fase post emergenziale, c’è bisogno di risorse, che vanno poi spese bene: gli zero euro messi a bilancio dalla Regione per la montagna non aiutano. Inoltre occorre fare presto con la ricostruzione del paesaggio, altrimenti l’esodo sarà inevitabile”.
Due gli appuntamenti prima a Livinallongo del Col di Lana (qua c’è stata anche la visita alla latteria locale insieme ai responsabili di Coldiretti Belluno) quindi a Canale d’Agordo, dove sono stati ricevuti in Municipio dai rispettivi sindaci, Leonardo Grones e Flavio Colcergnan e si sono confrontati con amministratori locali, imprese, associazioni di categoria e parti sociali: “C’è preoccupazione sia per la situazione attuale che per la ricostruzione, ci sono intoppi burocratici che vanno affrontati immediatamente, prima che diventino un’agonia. La questione della governance non è banale: la scelta di avere un commissario all’emergenza e ben 12 sub commissari desta più di una perplessità”.
“Le difficoltà conseguenti al disastro di fine ottobre si sommano a quelle, oggettive, di chi opera in montagna anche in condizioni normali. Per dare risposte concrete serve un gioco di squadra e l’Unione Europea può dare un contributo importante sia con la Politica agricola comune (Pac) che con il Programma di sviluppo rurale (Psr). L’Ue – ricordano De Castro, Azzalin e De Menech – ha alzato a 25mila euro la soglia dei ‘De minimis’, ovvero gli aiuti di Stato che non devono essere sottoposti al vaglio comunitario. È un modo per intervenire direttamente sulle zone colpite e aiutare gli agricoltori che hanno subito danni. Mentre per quanto riguarda il Fondo di solidarietà europeo dobbiamo capire se la stima dei danni fatta dalla Regione rientra nei parametri per chiedere l’accesso a queste risorse”.


