Aveva aperto uno stabilimento anche a Fonzaso
Ci sono uomini che non si limitano a costruire aziende, ma plasmano un intero territorio, ne respirano l’identità e ne diventano l’anima più autentica. Vittorio Berra, scomparso lo scorso 4 novembre all’età di 78 anni, era uno di questi. Figura di spicco dell’occhialeria veneta, la sua vita è stata un viaggio appassionato tra i banchi di fabbrica, le grandi sfide manageriali e le prestigiose aule istituzionali, senza mai dimenticare le proprie radici.
Nato a Segusino il 6 ottobre 1948, amava ricordare con la sua ironia proverbiale di essere «nato sceso dalle scale e non entrato dalla porta», secondo il modo di dire locale per indicare chi nasceva in casa e non in ospedale. Un’infanzia d’altri tempi, fatta di cortili condivisi con una miriade di omonimi – in famiglia abbondavano i Vittorio, i Vittorino e le Vittoria, al punto da richiedere ingegnosi soprannomi per distinguersi – e di un dopoguerra segnato dalla povertà ma anche da una straordinaria laboriosità.
Dalle origini umili e dalle difficoltà di un paese aspro, Berra aveva tratto una tempra eccezionale. Dopo gli studi tecnici e l’amata esperienza militare come alpino – un Corpo a cui è rimasto profondamente legato per tutta la vita – aveva iniziato a farsi le ossa lavorando duramente fin da ragazzino, alternando i banchi di scuola a bottega, tra officine meccaniche e saldature.
Quella gavetta rigorosa lo aveva portato a diventare un protagonista assoluto della storia industriale del settore: da Valdottica fino all’apertura dello stabilimento di Fonzaso, Berra ha impresso una visione manageriale illuminata e orientata all’innovazione. Una leadership riconosciuta non solo sul campo, ma anche a livello istituzionale: è stato vicepresidente e figura di vertice di Assindustria Treviso, oltre a ricoprire ruoli apicali e la vicepresidenza in Anfao (Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici) e nell’organizzazione di MIDO, la fiera internazionale dell’occhialeria.
Nel suo libro autobiografico, Fabbriche di Sguardi. Storie di occhiali a Segusino, dalla Filos in poi, Berra ha voluto lasciare una testimonianza preziosa di quel mondo fatto di ingegno, sguardi e mani laboriose che hanno reso grande il distretto veneto nel mondo. Oggi, mentre il settore piange uno dei suoi pionieri e maestri più illuminati, resta l’eredità di un uomo che, partito dalle scale di casa a Segusino, ha saputo guardare lontano, insegnando a generazioni di imprenditori e lavoratori come trasformare una visione in futuro.



