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Belluno, dibattito su sicurezza e remigrazione

Sabato 7 novembre il movimento “Futuro Nazionale” in città per una giornata di incontri, gazebo e confronti istituzionali promossa dal comitato locale Futuro Nazionale Belluno 41

L’appuntamento principale è fissato per il pomeriggio, dalle ore 15:30 alle 17:30, nella cornice della Sala Eliseo Dal Pont “Bianchi” (in viale Giuseppe Fantuzzi 11). Al centro del dibattito ci saranno temi di forte attualità politica e sociale, tra cui la sicurezza urbana e territoriale, il concetto di remigrazione e i rapporti di collaborazione con le forze dell’ordine.

A relazionare sugli argomenti saranno figure di primo piano del movimento: l’avvocato Giorgio Carta, responsabile nazionale del Dipartimento Sicurezza, Remigrazione e Rapporti con le Forze dell’Ordine; l’ingegner Guido Giacometti, responsabile regionale; e Titti Monteleone, referente del comitato bellunese.

Il programma si aprirà già dalle prime ore della mattina:

  • Dalle 9:00 alle 12:00: in Piazza dei Martiri sarà allestito un gazebo informativo, un punto d’ascolto per permettere ai cittadini di incontrare i rappresentanti del comitato e dialogare sulle istanze del territorio.

  • Alle ore 12:00: sempre in Piazza dei Martiri si terrà la conferenza stampa ufficiale di presentazione dell’evento pomeridiano, aperta alla cittadinanza, alle autorità locali, ai rappresentanti istituzionali e alle forze dell’ordine.

Dal comitato promotore arriva l’invito a non sottovalutare le esigenze dei contesti provinciali. Come sottolineano gli organizzatori, la sicurezza non è un tema che riguarda soltanto le grandi metropoli, ma tocca da vicino anche territori complessi come la provincia di Belluno, caratterizzata da una fitta rete di piccoli comuni, ciascuno con le proprie specificità e criticità.

Per questo motivo, l’obiettivo dell’iniziativa è ribadire l’importanza di una collaborazione costante e strutturata tra istituzioni, amministrazioni locali, forze dell’ordine e cittadini. Ascolto del territorio, condivisione delle informazioni e coordinamento preventivo vengono indicati come gli strumenti chiave per garantire risposte concrete ed evitare che le comunità più periferiche o di piccole dimensioni si sentano isolate o trascurate.