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Emergenza casa in Veneto: via ai due bandi da 50 milioni per Edilizia residenziale pubblica e social housing

Un piano regionale da 50 milioni di euro con fondi europei per recuperare gli alloggi pubblici inutilizzati e sostenere giovani coppie, lavoratori e personale sanitario. Il presidente Stefani: “Il diritto di abitare non deve essere un ostacolo al lavoro e alla famiglia”.

La Giunta regionale del Veneto ha approvato ufficialmente due bandi FESR da 25 milioni di euro ciascuno – per un investimento complessivo di 50 milioni di euro –, finalizzati a rimettere in circolo immobili oggi inutilizzati e ad ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili.

Il provvedimento risponde a un fenomeno sociale in forte mutamento: non solo le fasce in grave fragilità economica, ma anche giovani coppie, famiglie con reddito e professionisti – tra cui il personale sanitario – che faticano a trovare una casa sul mercato privato a condizioni sostenibili.

L’intervento si articola in due linee di azione distinte ma complementari, gestite amministrativamente e finanziariamente tramite l’Avepa:

  1. Il recupero dell’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) – 25 milioni di euro Dedicato ad Ater, Comuni e aziende speciali comunali, questo bando punta a riqualificare gli appartamenti popolari attualmente sfitti e non assegnabili a causa di carenze manutentive. Le risorse finanzieranno interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e efficientamento energetico, restituendo alle graduatorie alloggi pienamente abitabili e a canone sociale.

  2. Il Social Housing e l’offerta per i lavoratori – 25 milioni di euro Rivolto a Comuni, Ater, aziende speciali, IPAB, Aziende ospedaliere e all’Istituto Oncologico Veneto (IOV), questo bando finanzia il recupero di immobili pubblici sfitti per destinarli a progetti di edilizia sociale. Le abitazioni saranno riservate a categorie chiave in difficoltà: personale medico, infermieristico e socio-sanitario, giovani coppie e nuclei familiari con redditi insufficienti sia per la locazione privata sia per l’edilizia pubblica tradizionale.

Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha sottolineato come l’obiettivo sia “intervenire sulle cause dell’emergenza abitativa”, evitando che interi territori perdano personale essenziale per i servizi a causa del caro-affitti.

Sulla stessa linea l’assessore ai Servizi sociali e alle Politiche abitative, Paola Roma, che evidenzia l’allineamento con il Piano Casa nazionale e il Piano sociale per il clima, rimarcando l’importanza di offrire soluzioni abitative concrete legate alle opportunità lavorative.

Dal punto di vista economico, l’assessore allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, ha posto l’accento sulla doppia valenza dell’intervento: da un lato si restituisce scopo a edifici pubblici improduttivi migliorandone le prestazioni energetiche, dall’altro si genera valore e lavoro per le imprese del settore edile locale.

Le domande saranno esaminate dall’Avepa. I bandi premieranno, attraverso specifici punteggi:

  • I progetti localizzati nei Comuni a maggiore densità di popolazione;

  • Le iniziative classificate ad alta priorità e con livelli di progettazione avanzati;

  • Gli interventi con i maggiori benefici in termini di efficienza energetica;

  • Nel caso del social housing, la priorità accordata al personale sanitario, socio-sanitario, alle giovani coppie e ai nuclei con ridotta capacità economica.

Gli enti interessati riceveranno a breve tutte le indicazioni sulle date di apertura e le modalità di presentazione dei progetti tramite la piattaforma Avepa.