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Travolto da un motociclista sulla strada silvopastorale: identificato il presunto responsabile al Passo Falzarego

Cortina d’Ampezzo, 27/10/2026  – Un intervento di controllo contro l’accesso abusivo di moto lungo le mulattiere di montagna si è trasformato in pochi istanti in un grave episodio di violenza e fuga. Un guardiaparchi è stato investito da un gruppo di motociclisti mentre cercava di fermarli lungo una strada silvopastorale al Passo Falzarego. Le indagini della Polizia di Stato hanno permesso di dare un primo volto a uno dei presunti responsabili.

I fatti risalgono allo scorso mese di giugno. Il guardiaparchi, impegnato nelle normali attività di sorveglianza e tutela ambientale, era intervenuto sul posto a seguito di una segnalazione che indicava la presenza di motociclisti in un’area interdetta alla normale circolazione motorizzata.

Nel tentativo di bloccare i mezzi e identificare i trasgressori, l’operatore è stato investito in pieno. I motociclisti, anziché fermarsi a prestare soccorso alla persona ferita, si sono dati immediatamente alla fuga facendo perdere le tracce. A causa dell’impatto, il guardiaparchi ha riportato lesioni giudicate guaribili in 16 giorni.

Subito dopo la denuncia presentata in caserma dal dipendente pubblico, il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cortina d’Ampezzo ha avviato un’intensa attività investigativa.

Gli agenti hanno passato al setaccio i filmati registrati nella zona e raccolto testimonianze fondamentali da parte di persone informate sui fatti. Gli accertamenti compiuti finora hanno permesso di stringere il cerchio attorno a una persona, attualmente indagata in stato di libertà. Le ipotesi di reato contestate sono pesanti: resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e omissione di soccorso.

Le indagini non sono tuttavia concluse: la polizia giudiziaria sta proseguendo gli accertamenti per ricostruire con esattezza ogni dettaglio della dinamica e per verificare l’eventuale coinvolgimento e le responsabilità di altri soggetti presenti quel giorno.

L’operazione di diffusione delle informazioni risponde alla finalità di informare la collettività su un episodio di rilievo per la sicurezza e la tutela del territorio montano. Trattandosi di una fase preliminare del procedimento, si sottolinea che le contestazioni formulate rappresentano al momento solo ipotesi di reato e che l’indagato deve considerarsi presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva con sentenza o decreto irrevocabile.