Il mondo dell’alta finanza e del giornalismo investigativo trema. Nelle ultime ore, tra i salotti buoni di Milano e l’anticipo dell’inverno della Val Belluna, si è mossa un’ombra pregiata: quella di Leonardo Maria Del Vecchio, erede dell’impero degli occhiali e custode di un patrimonio valutato intorno ai 5 miliardi di euro.
La notizia, subito rimbalzata tra i sussurri dei bar di piazza e i terminali di borsa, parlava di una mossa audace: l’acquisizione de Il Fatto Quotidiano. Un’idea suggestiva, quasi cinematografica. Con il giovane Leonardo Maria pronto a ridisegnare la linea editoriale tra un reportage sulle cooperative e un corsivo di Marco Travaglio.
Ma la realtà, implacabile e beffarda, ha spento i sogni di gloria.
Il piano di conquista, a quanto pare, si è scontrato con una dura realtà del fatto appunto. Perché Il Fatto Quotidiano non si tocca, non è in vendita. E del resto, che ci fa un erede della stimata dinastia Luxottica con la carta stampata nazionale, quando può puntare direttamente al cuore pulsante dell’informazione digitale globale?
E così, abbandonato il progetto di dettare la linea sul governo o sulle manovre finanziarie romane, al giovane Del Vecchio rimane un obiettivo strategicamente molto più devastante per gli equilibri geopolitici locali: la scalata a Bellunopress.
Si narra che negli uffici del celebre quotidiano online locale – radicato orgogliosamente nel sacro suolo dove è nata la gloriosa Luxottica – sia scattato il panico misto a giubilo.
Dimenticate le inchieste sui fondi neri internazionali. Qui si fa sul serio. Con l’ingresso del giovane Leonardo Maria, la linea editoriale di Bellunopress potrebbe subire una svolta fantascientifica. Tra le ipotesi al vaglio del nuovo, ipotetico azionista di maggioranza ci sarebbero:
La sostituzione del tasto “Cerca” con un direct link per prenotare un paio di Ray-Ban con montatura in titanio e lenti polarizzate direttamente dalla home page.
Un restyling aggressivo: il sito web potrebbe essere ribattezzato e plasmato in omaggio alla nuova linea editoriale.
Editorialisti d’eccezione: l’inserimento di una rubrica fissa curata direttamente dai robot intelligenti della fabbrica, per analizzare l’andamento del PIL bellunese con la precisione di un laser micrometrico.
Dopotutto, che senso ha comprare un giornale nazionale quando si può avere il monopolio morale, etico e informativo della valle che ha dato da lavorare a intere generazioni di montatori di aste? Il Fatto Quotidiano rimarrà orfano del suo miliardario, ma Agordo e dintorni possono dormire sonni tranquilli: se la stampa locale locale ha bisogno di un “signore delle lenti”, ora sa a chi bussare.
E se la scalata dovesse andare in porto, prepariamoci al primo scoop epocale: la scoperta che, in fondo, la notizia del giorno è sempre e comunque quanto riflettono i nostri occhiali.



