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Via San Gervasio al bivio: il Piano urbano ne chiede la chiusura, ma il Comune sceglie il semaforo “intelligente”

Belluno, 17/10/2026 –  Scontro sulla mobilità urbana a Belluno. Al centro del dibattito c’è il futuro di via San Gervasio, indicata da tempo come uno dei “punti neri” più critici della rete viaria cittadina, in particolare per i nodi con viale Europa e via Feltre.

Mentre l’amministrazione comunale ha recentemente approvato un progetto esecutivo da oltre 130.000 euro — finanziato con fondi FOSMIT — per riorganizzare l’incrocio con viale Europa attraverso l’installazione di un semaforo “intelligente”, la FIAB Amici della Bicicletta di Belluno alza la voce, puntando il dito contro una scelta ritenuta in netta contraddizione con gli strumenti di pianificazione adottati dallo stesso Comune.

La presa di posizione di FIAB Belluno, firmata dal presidente Claudio Giacchetti, si basa nero su bianco sulle pagine del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS).

Secondo quanto previsto dal documento di pianificazione (in particolare alle pagine 67 e 108), la soluzione per azzerare la pericolosità e la congestione dell’area non passa per la tecnologia semaforica, ma per una misura drastica e radicale: la chiusura di via San Gervasio al traffico veicolare, trasformandola in un asse esclusivamente ciclo-pedonale.

Il motivo è presto detto e risiede in un collo di bottiglia strutturale: lungo via San Gervasio è presente un passaggio a livello che, con gli attuali orari ferroviari, si abbassa ben 32 volte al giorno. Ogni transito dei treni blocca inevitabilmente la circolazione, generando lunghe code e pesanti ripercussioni sulla viabilità sia di via Feltre che di viale Europa.

Nel comunicato diffuso dall’associazione, l’interrogativo rivolto all’amministrazione comunale è diretto e senza sconti: per quale motivo investire risorse pubbliche per dotarsi di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, redatto da tecnici qualificati, per poi discostarsene apertamente?

Per FIAB Belluno, l’installazione del semaforo intelligente non solo rischia di rivelarsi inefficace, ma potrebbe addirittura aggravare le code e i disagi per gli automobilisti, cristallizzando una situazione che gli ingegneri estensori del PUMS avevano analizzato e risolto alla radice prevedendo lo stop definitivo ai mezzi motorizzati.

La palla passa ora all’amministrazione, chiamata a chiarire il divario tra la pianificazione strategica della mobilità sostenibile e gli interventi infrastrutturali concreti programmati in città.