Tra i vari eventi in programma da martedì a domenica, ultimo giorno della rassegna, a Oltre le Vette figurano due importanti appuntamenti con la narrativa moderna.
Martedì 6 ottobre, Per Parole di carta e di montagna, alle 18 a Palazzo Crepadona, è atteso l’incontro con lo scrittore Antonio G. Bortoluzzi che presenterà il suo recente romanzo “Tutto è nel bosco” (ed. Marsilio 2026). In questa nuova narrazione tornano i temi cari a Bortoluzzi, i paesaggi e le montagne, le vicende individuali e quelle della grande storia che si intrecciano per comporre un tessuto dove ogni persona ha un ruolo, un compito, quasi una responsabilità nel mantenere il legame tra l’ambiente, le montagne e la comunità. Il bosco di Bortoluzzi diventa specchio e riflesso dell’anima: una promessa di
salvezza, ma anche di dannazione. Una storia di montagna dove molte cose crollano, ma ciò che resiste brilla come una speranza. Dialoga con l’autore il giornalista Flavio Faoro, letture a cura di Sonia Vazza.
Giovedì 8 ottobre, alle 18 a Palazzo Crepadona, Parole di carta e di montagna ritorna con la presentazione del romanza di Luigi Nacci, giornalista, poeta, scrittore e viaggiatore, intitolato “Il tempo dei semplici” (ed. Einaudi 2026). Un libro sulla scoperta
e l’importanza di diventare figlio, di confrontarsi con le necessità e i cambiamenti dei genitori che, quasi improvvisamente, invecchiano. Sullo sfondo una Trieste profonda, degli ultimi e degli immigrati, non solo dei monumenti e dei fasti mitteleuropei. Il libro è finalista al premio letterario Giuseppe Dessì. Dialogherà con l’autore il giornalista Flavio Faoro.
Gli altri appuntamenti di martedì 6 ottobre Alle 15, nell’aula didattica della biblioteca a Palazzo Crepadona, il laboratorio per bambini “Una pagina di erbario con Amelia e Lucy”. Partendo dalle descrizioni botaniche contenute nel libro “Cime inviolate e valli sconosciute” di Amelia B. Edwards, i bambini (dai 6 anni in su) realizzeranno una pagina di erbario a colori. Pigmenti, leganti e osservazione dal vivo di una pianta permetteranno uno studio approfondito che porterà a realizzare una
personale ricerca sulla botanica alpina. Attività a cura dell’associazione TramediStoria in collaborazione con la Biblioteca civica di Belluno. Consigliata la prenotazione.
Alle 21, a Palazzo Crepadona, la proiezione del documentario: “Ultima fermataL’accoglienza mancata della montagna veneta”, di Lucia Michelini. Qual è la realtà dei tanti migranti che vivono e lavorano nel Bellunese? Qual è stata la risposta della
società civile a quella che da emergenza si è trasformata in una dimensione sociale importante, spesso poco conosciuta? Il documentario indaga le dinamiche migratorie nelle zone di montagna, favorendo una riflessione su come il destino delle persone sbarcate sulle coste italiane si incroci con la crisi demografica in corso. Proiezione in prima nazionale.
Mercoledì 7 ottobre Alle 17, a Palazzo Crepadona, la presentazione del libro: “Renato Pampanini e la Flora del Cadore”, a cura di Carlo Argenti e Gianni Poloniato, Quaderni del Museo naturalistico Dolomiti Bellunesi n 4. Il volume offre una rilettura organica e multidisciplinare della figura di Renato Pampanini, tra i più insigni botanici del Novecento italiano. Il volume sarà
presentato da Juri Nascimbene, prefetto dell’Orto botanico ed Erbario dell’Università di Bologna. Evento in collaborazione con il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e la Magnifica Comunità del Cadore.
Alle 19. a Palazzo Crepadona, l’incontro con Mirco Grasso (classe 1993), uno degli alpinisti italiani più versatili della nuova generazione, capace di muoversi dall’alta difficoltà su roccia al misto, dal ghiaccio alle grandi pareti. La sua ricerca lo ha portato dalle Dolomiti alla Patagonia, dal Pakistan e Kirghizistan, aprendo nuove vie e affrontando alcuni dei grandi itinerari dell’alpinismo internazionale. Introduce l’alpinista Francesco Vascellari.
Alle 21, al Teatro Dino Buzzati, la proiezione del film “Fémene” di Elena Goatelli, premio “A. De Eccher” al Trento Film Festival 2026. “Fémene” racconta il quotidiano delle donne di montagna nella lotta per l’emancipazione femminile, mettendo al centro la trasmissione delle esperienze e la solidarietà tra le generazioni, per vedere la tanta strada fatta nei decenni e comprendere come i diritti di oggi siano il risultato dell’impegno di chi ci ha preceduto. Il film sarà presentato dalla regista. A seguire il documentario “La cima” di Simone Cargnoni, premio Dolomiti Unesco e premio CinemAMoRe al Trento Film Festival
2026. La storia di tre atleti, due uomini e una donna, colpiti da seri infortuni, persone che hanno trovato attraverso lo sport e la montagna una dimensione di realizzazione atletica ed esistenziale. Un’esperienza collettiva e spirituale, alla scoperta di un nuovo valore della montagna, uno spazio condiviso dominato da fatica, silenzi e gesti di solidarietà.
L’ingresso agli eventi di Oltre le Vette è gratuito (con possibilità di un’offerta libera di sostegno alla manifestazione), consigliata la prenotazione. Per ogni informazione visitare il sito: www.oltrelevette.it e le pagine social del festival su Facebook e Instagram.



