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Feltre, il ricordo della Resistenza in Largo Castaldi. Il sindaco Fusaro: “La libertà non fu un’eredità, ma una conquista sofferta”

Nel corso della cerimonia commemorativa odierna, la prima cittadina ha ripercorso il sacrificio dei partigiani e dei deportati feltrini, lanciando un forte monito alle nuove generazioni: “Pace e democrazia non sono uno stato naturale, vanno difese ogni giorno”.

Feltre — Si è svolta questa mattina, lunedì 5 ottobre, in Largo Castaldi a Feltre, la tradizionale cerimonia commemorativa dedicata alle pagine più drammatiche e significative della storia cittadina e della Resistenza. Un momento di profonda riflessione collettiva che ha visto la partecipazione delle autorità, dei rappresentanti dell’ANPI, delle cittadine e dei cittadini.

Al centro della mattinata, il discorso pronunciato dal sindaco Viviana Fusaro, che ha voluto legare il ricordo del passato alla complessità del presente e alle sfide del mondo contemporaneo.

Il monito di Largo Castaldi e il sacrificio dei partigiani
Il sindaco ha aperto la rievocazione richiamando gli eventi dell’ottobre del 1944, quando nel cuore della città tre giovani partigiani vennero impiccati in un’esecuzione pubblica concepita dal regime come un messaggio visivo e un monito di paura.

“Essere qui oggi significa ribaltare quel messaggio — ha sottolineato il sindaco Fusaro —. A distanza di anni, nello stesso punto, ci ritroviamo per affermare l’esatto contrario: noi abbiamo guardato, sì, ma abbiamo imparato un’altra lezione”. La comunità si è così stretta nel ricordo di Giordano Schenal “Caronte”, Luigi Vendrame “Coppolo”, Virginio Castellan “Vasca” e dei 114 feltrini deportati nel Lager di Bolzano, i cui nomi e numeri continuano a essere custoditi grazie alla ricerca storica.

La violenza totalitaria e la scelta “non scontata”
Nel suo intervento, Fusaro ha evidenziato come la repressione nazifascista non si sia limitata a colpire i partigiani e la lotta armata, ma abbia investito duramente anche cittadini comuni e intere famiglie, travolti da deportazioni e persecuzioni.

Un passaggio centrale della riflessione è stato dedicato alla natura della scelta partigiana: non solo un atto di grande coraggio, ma una decisione “profondamente non scontata”. Molti di quei giovani, infatti, erano cresciuti interamente all’interno del regime fascista, educati all’obbedienza come massima virtù. “Eppure, arrivati a un punto di svolta, seppero dire di no — ha rimarcato il sindaco —. La libertà non fu per loro un’eredità ricevuta, ma un’acquisizione sofferta, una maturazione personale lenta e faticosa (…) Dal crollo di un’illusione ideologica e dalle macerie della guerra nasceva un’idea nuova di se stessi: non più sudditi chiamati a obbedire, ma cittadini responsabili delle proprie azioni”.

Un percorso di maturazione collettiva che, passando per il voto del 2 giugno 1946 e la nascita della Repubblica, ha condotto alla Costituzione del 1948, concepita non come un testo neutrale, ma come argine civile fondato sull’uguaglianza, sulla dignità della persona e sul ripudio della guerra.

L’attualità della memoria e l’appello ai giovani
Guardando al contesto internazionale segnato dal ritorno della guerra ai confini dell’Europa e dalla tendenza a ridurre i problemi complessi a slogan e contrapposizioni binarie, il sindaco ha ribadito l’estrema attualità della lezione resistenziale: “La pace e la democrazia non sono uno stato naturale dell’esistenza: sono conquiste civili. E come ogni conquista, rischiano di essere perdute — non solo per un colpo di mano, ma per distrazione, indifferenza o stanchezza”.

Rivolgendosi in modo particolare alle ragazze e ai ragazzi presenti, Fusaro ha lanciato un invito a non rinunciare mai a determinare il proprio futuro: “Non si tratta di avere risposte pronte per ogni problema, ma di abitare la complessità del nostro tempo e avvertire la responsabilità del presente”.

La cerimonia si è conclusa con un richiamo al valore autentico della memoria: esercitare liberamente oggi quei diritti che ottantadue anni fa venivano soffocati, scegliendo quotidianamente di non darli mai per scontati.