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Pay Transparency, il tour di Injob fa tappa a Belluno

A quasi quattro mesi dall’entrata in vigore della direttiva sulla trasparenza retributiva, il quadro tracciato dai consulenti inJob sul territorio bellunese

Belluno, 30 settembre 2026 – Aziende ancora disorientate su come muoversi e candidati che sanno ancora poco dei propri diritti: sono queste le percezioni emerse tra imprese e lavoratori del territorio bellunese a quasi quattro mesi dall’entrata in vigore del decreto che recepisce la Direttiva UE sulla trasparenza retributiva. A fotografarle sono i consulenti di inJob – recruitment company fondata a Verona nel 2001 e parte di W Group dal 2021 – nel corso del proprio “Pay Transparency in Tour”.

Oggi Il roadshow ha fatto sosta al Career Center di inJob a Belluno, in Piazza dei Martiri 29, e ha visto gli interventi di Silvia Fausti e Edoardo Facci, rispettivamente Operation e Legal Manager di inJob. Quella di Belluno è quinta tappa di un più ampio percorso di confronto sul tema che sta coinvolgendo sedi inJob di tutto il territorio nazionale.

Osservatorio inJob: il recepimento della direttiva a livello nazionale
Che il tema della trasparenza salariale susciti tuttavia più attenzione che consapevolezza reale lo conferma anche il sondaggio che la stessa agenzia HR ha realizzato a livello nazionale tra le proprie aziende clienti: se il 75% dei rispondenti sa che la fascia salariale deve comparire negli annunci, la consapevolezza cala nettamente quando si tratta di strumenti di tutela più concreti – solo il 10% conosce l’obbligo per le aziende di giustificare un divario retributivo superiore al 5% – e il divario di genere resta netto: il divieto di chiedere lo stipendio attuale in un colloquio è noto all’83% degli uomini, ma solo al 45% delle donne. Anche sulle aspettative rispetto al clima aziendale prevale una lettura possibilista più che entusiasta (per il 45% “migliorerà un po’, ma ci vorrà tempo”), ma sono soprattutto le donne a temere un peggioramento del clima, netto o parziale (63% contro il 17% degli uomini), e tensioni o rivalità con i colleghi (64% contro il 17%).
Un focus specifico dell’indagine ha riguardato proprio il gender pay gap: per il 42% degli intervistati la causa principale del divario è la scarsa trasparenza salariale, ma il 63% ritiene che la sola normativa non basti ad azzerarlo, e che serva un cambio culturale più ampio.

Osservatorio inJob: lo sguardo nel bellunese
Sul territorio bellunese, il quadro raccolto dai consulenti inJob restituisce un’immagine di transizione ancora incompleta. Tra le aziende clienti si registra ancora confusione sulle modalità di applicazione della norma e poca consapevolezza dei principi su cui si fonda.
«Sul territorio bellunese vediamo aziende impegnate a recepire la norma, con tempi diversi a seconda delle figure professionali e dei settori coinvolti: per i profili produttivi per esempio la definizione delle fasce retributive già nell’annuncio è ormai una prassi consolidata, mentre per le figure impiegatizie e intermedie il percorso è ancora in corso. Ci sono poi comparti, penso ad esempio alla ristorazione e al retail, in cui l’assimilazione della norma richiede più tempo rispetto ad altri settori più strutturati» ha commentato all’evento Silvia Fausti, Operation Manager inJob.
«Sul fronte dei candidati il dato che ci colpisce è la persistenza di abitudini che la norma vorrebbe invece superare: nella maggior parte dei colloqui sono ancora i candidati stessi a dichiarare spontaneamente la propria retribuzione attuale, segno di una conoscenza dei nuovi diritti ancora molto limitata sul territorio. Per il momento non osserviamo cambiamenti sostanziali nel potere negoziale, che resta legato più alla tipologia di figura professionale che alla nuova normativa: è su questo divario di consapevolezza che, come intermediari, sentiamo la responsabilità di intervenire » aggiunge Edoardo Facci, Legal Manager inJob.
La presenza di InJob a Belluno
A Belluno inJob è presente con una filiale proprietaria, che segue un bacino di circa 80 somministrati medi attivi nel corso dell’anno. La sede mantiene inoltre rapporti con circa 25 aziende clienti attive ogni settimana, tra somministrazione e permanent.

ABOUT INJOB
inJob è la recruitment company fondata nel 2001 a Verona. La società ha chiuso il 2025 con 94 milioni di fatturato, segnando un +7% rispetto all’anno precedente, con un EBITDA di 6 milioni (+64%). inJob ha somministrato, nel corso del 2025, circa 8000 profili professionali a quasi 2000 aziende clienti. inJob si distingue sul mercato delle agenzie per il lavoro per il suo posizionamento nel segmento professional, che si traduce nell’abilità di selezionare personale qualificato nei settori e per i brand più rappresentativi del Made in Italy, con soluzioni permanenti – grazie Mynameis, il suo brand dedicato alla selezione di profili middle ed executive management – e temporanee. Questa abilità le permette di integrarsi in W-Group, gruppo multi-brand di servizi per le risorse umane, mantenendo la sua organizzazione.