Pubblicato nell’aprile del 1971 all’interno del capolavoro discografico Tapestry, “It’s Too Late” (“È troppo tardi”) di Carole King non è solo una delle canzoni pop più celebri della storia della musica, ma una vera e propria rivoluzione culturale in formato 45 giri.
Il brano, uscito per la Ode Records, scalò rapidamente le classifiche statunitensi conquistando la vetta della Billboard Hot 100 e della classifica Adult Contemporary, guadagnandosi in seguito la certificazione di disco di platino dalla RIAA. Il brano racconta la storia della fine di un amore, dove è la donna a lasciare l’uomo con la consapevolezza definitiva che è troppo tardi… tornare insieme ormai.
La storia dietro il testo: Toni Stern e James Taylor
Per anni si è creduto che il brano riflettesse la fine del matrimonio tra Carole King e il suo storico partner musicale e coniugale, Gerry Goffin.
Tuttavia, un approfondimento pubblicato nel 2024 dalla rivista Rolling Stone ha rivelato un’altra storia:
Il testo fu scritto in soli 20 minuti dalla paroliera e grande amica di King, Toni Stern, mentre la musica fu composta dalla stessa Carole King.
La Stern trasse ispirazione dalla fine della sua intensa storia d’amore con il celebre cantautore James Taylor (ironia della sorte, proprio tra i musicisti che suonano la chitarra nel vinile di Tapestry).
Una rivoluzione gentile
La straordinaria modernità di “It’s Too Late” per i primi anni Settanta risiede nel modo in cui affronta il tema dell’addio. Niente urla, nessun melodramma, zero tradimenti o accuse reciproche. Al loro posto c’è la consapevolezza e la rassegnazione.
Due persone si sono amate e ci hanno provato con tutte le forze, ma semplicemente l’amore è sbiadito e “qualcosa dentro è morto”, “E’ troppo tardi” tornare insieme.
Gli elementi chiave che hanno reso questo pezzo un mito immortale sono due:
La gratitudine: anziché rinnegare il passato o scadere nel rancore, la protagonista si dichiara lucidamente grata per i momenti belli vissuti insieme (“Eppure sono grata per ciò che abbiamo avuto”).
L’indipendenza femminile: il brano è considerato una pietra miliare del femminismo degli anni ’70. Per la prima volta, la cultura pop ritraeva una donna forte, autonoma, capace di riconoscere la fine di un ciclo e di scegliere coraggiosamente di andarsene per ricominciare da sola.



