Accordo preliminare vincolante per la sola fonderia: salvi 36 posti di lavoro su 80. Stefano Bona (Fiom Belluno): “Monitoreremo la situazione, nell’auspicio di un rilancio del sito feltrino”
L’esito del tavolo riguardante la vertenza che coinvolge lo stabilimento Hydro Extrusion di Feltre (Belluno) svoltosi in data odierna presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) lascia l’amaro in bocca, nonostante la soddisfazione delle parti datoriali e delle Istituzioni. All’incontro hanno partecipato l’azienda, con i suoi consulenti, Confindustria Belluno-Dolomiti, le Organizzazioni sindacali nazionali e territoriali confederali e di categoria Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil con le Rsu di sito, la Regione del Veneto con l’Unità di Crisi aziendali e la Direzione Lavoro, la Provincia di Belluno, il Comune di Feltre e un rappresentante del bolzanino Gruppo Cortese, operante nel settore dell’alluminio con stabilimenti a Longarone e Bassano del Grappa.
Durante il tavolo è stata comunicata ai presenti il sussistere di un accordo preliminare vincolante già firmato fra Hydro e il Gruppo Cortese per la cessione del solo ramo d’azienda relativo alla fonderia, garantendo la continuità occupazionale per 36 dipendenti su 80, oltre a 4 che saranno ricollocati in Hydro. Una soluzione parziale per questa vertenza che, al momento, lascia nell’incertezza la restante parte dei lavoratori e delle lavoratrici in lotta da quasi un anno.
Al momento il Gruppo Cortese non potrà presentare un piano industriale dedicato al sito di Feltre, in quanto l’acquisizione si innesta nelle attività già operative tra Bassano, Longarone e Bolzano, visto l’andamento ondivago dei mercati e della situazione globale, fra dazi in aumento e fronti di guerra sempre più instabili. Nell’impossibilità di concretizzare una pianificazione a lungo termine della produttività potrebbe delinearsi una ristrutturazione del sito con il ricorso alla cassa integrazione straordinaria legata a questo tipo di attività.
«Comprendiamo la necessità per le parti datoriali e per le Istituzioni di arrivare ad un accordo che possa in qualche modo garantire la continuità del sito e auspichiamo in un intervento da parte del Governo per poter rilanciare, con i giusti investimenti, la produttività dello stabilimento e, nel medio periodo, una ripresa di ogni attività, ma come Fiom di Belluno riteniamo anche che questo accordo non tenga conto della fatica di un anno di lotta e della dignità di tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici della Hydro, che non tenga in dovuta considerazione il destino di chi è rimasto fuori dall’accordo, sia i 130 lavoratori che erano in forze nel 2025, a inizio vertenza, sia i 40 dipendenti legati alle lavorazioni delle presse. Domani si terranno le assemblee con i lavoratori e le lavoratrici dello stabilimento di Feltre», dichiara Stefano Bona, segretario generale della Fiom di Belluno «Saremo noi a comunicare loro cosa è stato deciso in merito al loro futuro dalla proprietà, ma saranno loro, come democrazia sindacale insegna, a decidere come rispondere. Dal canto nostro, anche se non siamo entusiasti di questo risultato saremo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici nei prossimi passi previsti. Auspichiamo che il Governo e il Ministero possano contribuire finanziariamente al rilancio del sito e che la Regione possa intervenire per garantire sia il massimo supporto possibile ai lavoratori in esubero che le tutele e il salario ai dipendenti che saranno integrati nella nuova realtà aziendale.»
Il prossimo incontro è stato convocato in Regione per il 22 settembre per gestire il passaggio dei 36 lavoratori alla nuova azienda, iter che dovrebbe concludersi entro fine anno, così come la definizione dell’impiego degli ammortizzatori sociali — tra cui cassa integrazione, incentivi all’esodo e scivoli pensionistici — e delle opportune misure di sostegno per la tutela e la ricollocazione dei lavoratori in esubero.



