Santa Giustina, 15/09/2026 — Una priorità assoluta confermata dal costante impegno nella tutela delle vittime vulnerabili e nel contrasto alla violenza di genere, grazie anche alla sinergia operativa tra l’Arma dei Carabinieri e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Belluno nell’ambito del protocollo del “Codice Rosso”.
Nel pomeriggio del 12 settembre 2026, i Carabinieri della Stazione di Santa Giustina, supportati dai colleghi dell’Aliquota Radiomobile del N.O.R. della Compagnia di Feltre, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Belluno nei confronti di un cittadino italiano.
Il provvedimento restrittivo scaturisce da un’articolata e tempestiva attività d’indagine condotta dai militari dell’Arma a seguito di condotte delittuose iniziate nel mese di febbraio e protrattesi in modo reiterato nel tempo. Le verifiche investigative hanno permesso di raccogliere un solido e convergente quadro probatorio a carico dell’uomo, ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori e lesioni personali commessi ai danni della sua ex compagna e del figlio minore di lei, residenti entrambi nel Comune di Santa Giustina.
Prima dell’emissione della misura cautelare, l’uomo era già stato destinatario di un provvedimento di Ammonimento richiesto dall’Arma, che tuttavia aveva ripetutamente ignorato, rendendo dunque necessario l’inasprimento della misura a tutela dell’incolumità delle vittime.
Dalle indagini è emerso un contesto di continua ansia, timore e sofferenza psicofisica imposto alle vittime, alimentato da minacce, molestie e aggressioni fisiche. Una situazione di grave escalation che ha reso indispensabile il tempestivo intervento della Magistratura bellunese per interrompere le condotte persecutorie e garantire un’immediata e concreta cornice di protezione alla donna e al figlio minore.

Ultimate le formalità di rito presso gli uffici dell’Arma, l’uomo è stato associato alla Casa Circondariale di Belluno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’operazione evidenzia la particolare attenzione e la sensibilità con cui i Carabinieri e la Magistratura recepiscono ogni segnale di pericolo legato alla violenza domestica e di genere, sottolineando al contempo l’importanza cruciale di denunciare tempestivamente ogni comportamento persecutorio o prevaricatore per permettere alle istituzioni di attivare prontamente le necessarie tutele.
Si precisa che il procedimento penale non è concluso e che la colpevolezza del soggetto indagato dovrà essere accertata nel corso del processo mediante sentenza irrevocabile.



