Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani (CNDDU) denuncia il disservizio e punta il dito sulla carenza di programmazione nel trasporto pubblico locale.
Feltre, 12/09/2026 — La campanella del primo giorno di scuola porta con sé non solo l’emozione del ritorno in aula, ma anche le vecchie, irrisolte criticità della mobilità studentesca.
Nel Feltrino, l’avvio dell’anno scolastico è segnato da un episodio che ha immediatamente mobilitato l’attenzione pubblica e associativa: una giovane studentessa con disabilità non è riuscita a salire sull’autobus di linea utilizzato per il rientro a casa a causa del forte sovraffollamento del mezzo.
Una vicenda che il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), presieduto dal prof. Romano Pesavento, non esita a definire sintomatica di una criticità sistemica, invitando a guardare oltre il singolo episodio per interrogarsi sulla reale capacità del trasporto pubblico locale di gestire situazioni ampiamente prevedibili.
Dall’azienda di gestione, Dolomiti Bus, la situazione è stata ricondotta alla concentrazione degli studenti nelle corse della fascia meridiana, inevitabilmente condizionata dall’adozione degli orari scolastici provvisori tipici dei primi giorni di lezione. Una spiegazione che, tuttavia, non fa che spostare il baricentro del problema sulla mancata programmazione preventiva: le variazioni degli orari di uscita e i conseguenti picchi di domanda non rappresentano eventi fortuiti o eccezionali, bensì una costante prevedibile di ogni avvio di anno scolastico.
Il nodo centrale sollevato dal CNDDU non risiede nell’invocare indiscriminatamente nuove risorse o maggiori costi, quanto piuttosto nell’esigere un’efficienza gestionale basata sull’anticipazione dei flussi e su uno scambio tempestivo e strutturato di informazioni tra istituzioni scolastiche, enti territoriali e gestore del servizio. Adeguare l’offerta nelle giornate e nelle fasce orarie più esposte significa prevenire il disagio, ottimizzare la spesa pubblica ed evitare la logica degli interventi emergenziali.
“Non riuscire ad accedere alla corsa abitualmente utilizzata può rappresentare molto più di un ritardo: può interrompere un percorso di autonomia, generare disorientamento e rendere nuovamente indispensabile l’intervento della famiglia.”
La questione assume contorni particolarmente delicati quando a pagare il prezzo delle inefficienze sono le persone con disabilità. In questo contesto, l’accessibilità di un servizio pubblico non può essere ridotta a un mero requisito tecnico o strutturale del mezzo di trasporto, ma deve misurarsi sulla sua concreta e quotidiana fruibilità. La normativa europea di riferimento, in particolare il Regolamento (UE) n. 181/2011, inquadra i diritti dei passeggeri con disabilità e mobilità ridotta richiedendo un’organizzazione complessiva del servizio e procedure di assistenza adeguate alle reali esigenze dell’utenza.
L’auspicio espresso dal CNDDU è che l’episodio del Feltrino non venga liquidato come una mera difficoltà circoscritta alla fase d’avvio delle lezioni, ma si trasformi in un’occasione concreta per verificare e potenziare i canali di dialogo e coordinamento tra scuola, amministrazioni locali e aziende di trasporto.
Impedire che situazioni prevedibili continuino a trovare risposte soltanto a danno avvenuto è il banco di prova fondamentale per la civiltà e l’efficienza di un servizio pubblico moderno.



