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Trasporto pubblico locale in tilt: Giovani&Futuro chiede una svolta e gela la proroga a Dolomiti Bus

L’associazione alza il tiro sulla gestione delle corse nel Bellunese: «Basta nascondere la polvere sotto il tappeto. Servono controlli rigidi sulle penali e l’avvio immediato di nuove soluzioni per il futuro»

La situazione del trasporto pubblico locale in provincia di Belluno è giudicata ormai insostenibile da semplici aggiustamenti. L’associazione Giovani&Futuro torna a far sentire la propria voce attraverso il presidente nazionale Luca Frescura, puntando l’indice contro le criticità strutturali del servizio e mettendo in discussione, già da ora, l’ipotesi di una proroga contrattuale per l’attuale gestore, Dolomiti Bus.

Il dibattito sulla mobilità e sui collegamenti nel territorio bellunese si infiamma nuovamente. Al centro delle contestazioni vi è la gestione complessiva del servizio di trasporto pubblico locale, ritenuta lacunosa e bisognosa di un cambio di passo drastico e trasparente. Secondo l’associazione, continuare ad affrontare i disservizi attraverso interventi episodici e frammentari equivale unicamente a «nascondere la polvere sotto il tappeto», senza aggredire le vere criticità strutturali che penalizzano quotidianamente studenti, lavoratori e pendolari.

Trasparenza e controlli: dove sono finite le penali?

Il primo nodo cruciale sollevato dall’associazione riguarda l’efficacia dei meccanismi di vigilanza da parte dell’ente pubblico. Il contratto di servizio in vigore stabilisce precise regole e prevede sanzioni e penalità specifiche nei casi di irregolarità, fermate omesse, impiego di mezzi non conformi o corse soppresse.

«Esiste un contratto preciso e all’interno di quel contratto sono previste anche delle penali. – sostiene Luca Frescura, Presidente nazionale Giovani&Futuro – .Crediamo sia importante conoscere con chiarezza quali controlli siano stati effettuati dalla Provincia, quali eventuali contestazioni siano state formulate e quali sanzioni siano state applicate».

Già il 5 maggio 2025, Giovani&Futuro aveva presentato un’istanza formale all’allora presidenza della Provincia e alla delega ai trasporti, chiedendo lumi sulle contestazioni scritte mosse all’affidatario e sulle relative somme riscosse a titolo sanzionatorio. Interrogativi che, stando a quanto denunciato, non avrebbero ricevuto risposte esaustive. Oggi l’associazione si rivolge direttamente alla nuova amministrazione provinciale affinché si faccia chiarezza sul passato, pretendendo che gli strumenti contrattuali previsti dalla carta non restino lettera morta ma vengano applicati con rigore.

Il futuro dell’affidamento: la proroga a Dolomiti Bus non è un obbligo

Oltre alla verifica dell’operato quotidiano, lo sguardo di Giovani&Futuro si sposta in avanti, proiettandosi sulla scadenza e sulle opzioni future legate al contratto di servizio, sottoscritto il 1° gennaio 2023 con una durata decennale. L’accordo prevede la facoltà — e non l’obbligo — di esercitare una proroga di ulteriori quattro anni e sei mesi, vincolata tuttavia alla presentazione da parte del gestore di un piano di investimenti significativo mirato al miglioramento qualitativo delle prestazioni.

«Alla luce della situazione che vediamo oggi, dal nostro punto di vista non ci sono le condizioni per immaginare fin d’ora una proroga dell’attuale gestione e crediamo sia necessario lavorare fin da oggi per trovare nuove soluzioni. Non dobbiamo aspettare il 2031 per iniziare a chiederci quale possa essere l’alternativa».Luca Frescura, Presidente nazionale Giovani&Futuro

Da qui la richiesta netta all’ente provinciale di non considerare la prosecuzione con Dolomiti Bus come un’opzione scontata o automatica. Quando arriverà il momento della scadenza, la decisione dovrà fondarsi su una valutazione rigorosa della qualità effettiva erogata agli utenti e degli investimenti reali messi in campo.

L’appello alla Provincia: programmare senza farsi trovare impreparati

In conclusione, l’associazione precisa che iniziare a ragionare su un “nuovo affidatario” o su modelli alternativi di gestione non significa decretare oggi chi guiderà i bus tra cinque anni, bensì esercitare una buona amministrazione. L’obiettivo primario resta quello di evitare di arrivare impreparati al 2031, garantendo a chi vive, studia e lavora nelle valli bellunesi un sistema di mobilità pubblico efficiente, puntuale e all’altezza delle esigenze territoriali.