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L’armonia del colore e del silenzio: a Mussoi una mostra in ricordo di Mirco Piccolin

La pittura e la musica condividono la capacità di far vibrare le corde più intime del nostro esseresenza bisogno di molte parole.

È questo il filo conduttore della mostra dedicata all’opera pittorica di Mirco Piccolin (1952-2025), che si inaugura domenica 13 settembre alle ore 12 presso il convento dei frati cappuccini di Mussoi, a Belluno, subito dopo la Santa Messa delle 11. Promossa dal gruppo “Mussoi tra storia e ricordi” e sostenuta dalla moglie Gianna Gianchino, l’esposizione rende omaggio a una figura molto nota e stimata dalla comunità.

Per oltre trentacinque anni, Piccolin ha animato la vita parrocchiale e cittadina attraverso il servizio liturgico, l’organo e la direzione del coro “Bianche Cime”. Accanto all’impegno musicale, la sua ricerca artistica ha trovato nella pittura una dimensione parallela e profonda. Il suo percorso inizia da autodidatta nel 1975, muovendo dal rigore del disegno tecnico per approdare alla totale libertà del colore, studiato su differenti supporti attraverso le tecniche dell’olio, dell’acrilico e delle velature, guardando alla lezione del grande colorismo veneto. La selezione di trentadue opere spazia tra nature morte e paesaggi. Nelle prime, vasi, fiori e formegeometriche essenziali emergono da fondi scuri grazie a squarci di luce radente. Lavorate con ilpennello o con gesti liberi, queste composizioni spogliano gli oggetti dalla funzione quotidiana perrichiamare l’atmosfera sospesa e le suggestioni delle nature morte di Giorgio Morandi. Neipaesaggi, l’osservazione della natura durante le escursioni tra le vallate dolomitiche o lungo le costeliguri si trasforma in una riflessione interiore. Attraverso una tavolozza essenziale di toni terrosi, verdi cupi e cieli lattiginosi, l’artista dipinge luoghi ideali immersi in nebbie e foschie. Le chiome degli alberi prendono corpo con una pittura ricca di materia, mentre rari segni umani – un sentiero oun capitello votivo – sfumano nel paesaggio, amplificando il senso di solitudine, intimità e serena malinconia. Come sottolineava il critico Mario Morales, la sua è una pittura libera da legami contingenti, dove il sentimento prevale sul rigore geometrico. Non a caso lo stesso artista dichiarava: «I miei fiori,sempre indefiniti, raccolgono tutti i fiori esistenti. I miei paesaggi, sempre di fantasia, rappresentanoil luogo ideale, dolce e malinconico, dove ognuno vorrebbe vivere, lontano dal frastuono, dal traffico cittadino».

Inaugurata in concomitanza con la festa comunitaria “Convivio in convento”, dove resterà aperta il pomeriggio dalle 14 alle 17, la mostra sarà visitabile anche nei fine settimana del 19-20 e 26-27settembre e del 3-4 ottobre (sabato con orario 17-19.30, domenica 9-12.30). Le opere potrannoessere acquisite e il ricavato sarà interamente devoluto al convento dei frati di Mussoi, trasformandoil ricordo di Piccolin in un sostegno concreto al territorio.

Giorgio Reolon