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Belluno. Gli alberi di via Feltre sono infrastrutture pubbliche che vanno gestite

Gentile redazione,
scrivo a nome di quei cittadini di via Feltre e strade limitrofi dispiaciuti e infuriati per l’abbattimento impietoso e del tutto inatteso lo scorso Aprile di 70 tigli maturi e sani che costeggiavano la storica via. Questi facevano parte di due filari di 147 rigogliosi e verdeggianti alberi che il progetto di riqualificazione della strada, promosso dal Comune di Belluno e finanziato da un magnanimo benefattore, intende abbattere, per sostituire i sontuosi alberi con 37 giovani piantumazioni.

Siamo certi che l’abbattimento comprometterà la qualità della vita di questa strada, perché dagli alberi dipende la salute degli abitanti e delle future generazioni di Belluno.
Le eccezionali ondate di calore che si sono abbattute inaspettatamente sulla nostra città quest’estate ci hanno fatto comprendere quanto gli alberi siano essenziali per il nostro benessere. Il traffico poi, che si farà sempre più intenso lungo Via Feltre con la riapertura delle scuole e degli esercizi commerciali dopo la parentesi estiva, rilascerà un quantitativo
di sostanze inquinanti che solo alberi maturi e di un certo vigore hanno il potere di assorbire. Quegli alberi che si intende abbattere ci appartengono. Essi sono dei punti visivi e affettivi imprescindibili per chi abita o attraversa la storica via a piedi, in bici o in corsa. Sono una parte insostituibile del nostro vissuto e memoria collettiva del quartiere.

Parlo anche da mamma e ricordo quelle giornate di giugno di una decina d’anni fa quando accompagnavo a piedi o in bici mia figlia all’Istituto “Sperti” e assieme ci inebriavamo del profumo dolcissimo dei tigli in fiore.
La cementificazione e la perdita del verde nella strada aumenteranno il senso di alienazione e spaesamento di chi abita o frequenta la zona e priveranno Belluno di quei tratti peculiari che contraddistinguono il territorio dolomitico sia sul piano paesaggistico che ambientale.

Noi abitanti di via Feltre, infuriati tanto quanto quelli che lamentano la mancata prosecuzione dei lavori di “riqualificazione” della strada, siamo consapevoli della condizione dei marciapiedi dissestati perchè non manutenuti dal 1990 e del pieno degrado della via anche lungo tratti dove non ci sono mai stati alberi, e riconosciamo i disagi, erroneamente imputati a Italia Nostra, dovuti al blocco dei cantieri SIB, impegnati in lavori ai sottoservizi della strada che nulla hanno a che vedere con il progetto promosso dal Comune. Io che percorro quotidianamente Via Feltre per raggiungere il posto di lavoro situato sulla via temo
i pericoli che la strada ora presenta.
Chi di noi non può dirsi grato al benefattore che intende finanziare il progetto? Tutti lo siamo e in misura somma. Ma ci aspettavamo una condivisione dell’opera con la cittadinanza, azione compiuta solo con i commercianti della via, senza considerare i bisogni vitali degli abitanti.
Riteniamo che la riqualificazione di Via Feltre debba procedere senza eliminare gli alberi.
Un albero adulto non equivale a una giovane pianta: ombra, intercettazione delle polveri, mitigazione del calore e del rumore, biodiversità, qualità dello spazio pubblico non sono immediatamente compensabili. E se la matematica non tradisce 147 alberi non equivalgono a 37.
Gli alberi sono infrastrutture pubbliche; essi vanno progettati, gestiti e curati con la stessa serietà con cui sono state riprogettate la carreggiata, la ciclopedonale (ritenuta dai promotori locali dell’uso della bicicletta troppo stretta per garantire funzionalità e sicurezza),e gli stalli di Via Feltre.
Esistono tecniche di architettura urbana che evitano il taglio degli alberi e che li integrano nel tessuto della città, perché gli alberi sono le infrastrutture più efficaci contro gli effetti dei cambiamenti climatici. Basti guardare l’esempio offerto da Parigi che sta riaprendo gli spazi al verde, nell’ottica di un futuro sostenibile e a garanzia della qualità della vita dei parigini.
Concludo auspicando che si possa prevedere una riqualificazione migliore di Via Feltre, mantenendo i tigli sani, con opportuni accorgimenti per le radici, e ridefinendo gli spazi in modo da soddisfare tutte le categorie di utenti della strada e non solo alcune.

Maria Teresa De Cataldo – Belluno