Belluno, 01/09/2026 — Mettere ordine nel sistema dei rifiuti della provincia di Belluno, uniformando tariffe, regole e modalità di raccolta per tutelare cittadini e imprese ed evitare l’arrivo di grandi multi-utility extraprovinciali. È la richiesta forte che emerge dall’incontro promosso dal Comitato cittadini di Feltre nella sede della Provincia, a cui hanno preso parte anche l’associazione Vivaio Dolomiti e Confcommercio.
Al centro del confronto, definito costruttivo e aperto dalla partecipazione del consigliere provinciale delegato Renzo Minella e del direttore del Consiglio di Bacino Dolomiti Marco Pazzini, c’è l’attuale disomogeneità territoriale. Sul tavolo pesano infatti le differenze tariffarie ereditate dalle diverse politiche dei gestori precedenti, acuite soprattutto dalla contrapposizione tra i sistemi di raccolta porta a porta e quelli stradali. Dal dibattito è emersa l’auspicabile necessità di arrivare a una gestione unitaria a livello provinciale nel minor tempo possibile, pur mettendo in conto che il servizio porta a porta comporta inevitabilmente costi superiori rispetto allo svuotamento dei cassonetti stradali.
La proposta del Comitato guarda già al futuro prossimo e punta su un altro pilastro normativo: la stesura di un regolamento unico provinciale. L’obiettivo è azzerare gli squilibri tra Comune e Comune, garantendo che tutti i residenti del territorio siano trattati allo stesso modo in termini di norme di conferimento, agevolazioni, sconti e quote, evitando così trattamenti difformi.
Parole chiave del documento sono coesione e difesa del territorio. Dopo anni definiti di «gestioni disastrose» e episodi critici come il fallimento dell’Unione montana Belluno Ponte nelle Alpi, il Bellunese viene esortato a fare squadra per blindare il mercato locale contro l’avanzata di colossi multiservizi esterni. A questo proposito, il Comitato ha ribadito il pieno sostegno alla riqualificazione e all’implementazione dell’impianto del Maserot, considerato un valore aggiunto strategico e la prova che una governance locale possa garantire performance migliori rispetto alle offerte provenienti da fuori provincia. Il timore espresso è quello delle politiche di dumping commerciale: grandi operatori in grado di praticare tariffe inizialmente sotto costo per conquistare il mercato, con il rischio di presentare conti ben più salati in futuro.



