HomeLettere OpinioniFine vita al voto in consiglio regionale. Gli appuntamenti delle associazioni

Fine vita al voto in consiglio regionale. Gli appuntamenti delle associazioni

Saranno presenti Cristina Gheller, Marco Cappato, l’Associazione Luca Coscioni per rappresentare le oltre 15mila persone che hanno firmato la proposta

Martedì 1° settembre presidio fisso dalle 9.45 alle 11 in Calle Larga XXII marzo angolo Calle del Pestrin

Cappato: “Abbiamo fiducia nei Consiglieri, chiediamo che la proposta sia approvata integralmente”

L’Associazione Luca Coscioni sarà domani in Consiglio regionale per seguire la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, arrivata all’esame dell’Aula dopo la mobilitazione in grado di raccogliere le oltre 9.000 firme necessarie al deposito in Commissione.
La proposta nasce dalla necessità di garantire che il percorso previsto dalla sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale possa essere attuato attraverso procedure uniformi e senza ingiustificati ritardi, evitando che l’accesso al suicidio medicalmente assistito dipenda da procedure differenti da territorio a territorio.
Il Veneto è stata la prima Regione a discutere una proposta di legge popolare sul fine vita, il 16 gennaio 2024 il testo è stato respinto in Aula per un solo voto, ma non è decaduto e, con la nuova legislatura, è tornato all’esame della Commissione Sanità.
Il testo resta quello di iniziativa popolare, ma sono stati preparati emendamenti per adeguarlo ai paletti fissati dalla Corte costituzionale sulle leggi di Toscana e Sardegna. In particolare, viene superato il termine fisso di venti giorni per la verifica iniziale, sostituito dall’obbligo di procedere “senza ingiustificati ritardi” e secondo tempi compatibili con le condizioni cliniche del paziente.
In Veneto, dal 2019, sono state presentate circa venti domande di accesso al suicidio medicalmente assistito e tre sono state autorizzate: un dato che conferma la necessità di regole trasparenti, responsabilità definite e garanzie effettive per le persone malate, le famiglie e gli operatori sanitari.

Marco Cappato: “Abbiamo fiducia che le persone componenti del Consiglio regionale del Veneto non vorranno perdere questa occasione storica per schierarsi dalla parte di chi vuole esercitare il proprio diritto, già in vigore in Italia, ad essere aiutato a decidere sul proprio corpo, sul proprio dolore e sulla propria vita, senza dover subire come un tortura delle scelte imposte da altri. Chiediamo che la nostra proposta di legge di iniziativa popolare sia approvata integralmente, senza cedere a tentativi di svuotarla o renderne più difficoltosa l’applicazione”

Insieme a Cappato per il Comitato promotore saranno presenti:

Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Liberi Subito

Il coordinatore della Cellula Coscioni veneta Diego Silvestri

Il disobbediente civile Matteo D’Angelo, che insieme a Cappato rischia fino a 12 di anni di carcere per avere accompagnato in Svizzera per l’accesso alla morte volontaria Martina Oppelli e altre persone discriminate in Italia

 

APPROFONDIMENTO
IN BREVE – FINE VITA, COSA PREVEDE LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE IN VENETO – QUI il testo integrale della proposta di legge dell’Associazione Luca Coscioni in discussione domani:

La proposta di legge regionale promossa dall’Associazione Luca Coscioni punta a definire ruoli, procedure e tempi del Servizio sanitario regionale per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, dando attuazione alla sentenza n. 242/2019 della Corte costituzionale, in attesa di una disciplina nazionale.

LE PRINCIPALI EVIDENZE

• Accesso garantito: fino all’entrata in vigore di una legge nazionale, la Regione garantisce l’assistenza alle persone che possiedono i requisiti stabiliti dalla sentenza n. 242/2019: proposito di suicidio autonomo e liberamente formato; dipendenza da trattamenti di sostegno vitale; patologia irreversibile; sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili; piena capacità di prendere decisioni libere e consapevoli. Le condizioni e le modalità devono essere verificate da una struttura pubblica del SSN, previo parere del Comitato etico competente.

• Commissione medica multidisciplinare: ogni azienda sanitaria deve istituirla entro 15 giorni dall’entrata in vigore della legge per verificare le condizioni della persona e le modalità di esecuzione.

• Procedura complessiva in 20 giorni: la verifica deve concludersi entro 20 giorni dalla richiesta. La Commissione medica ha 10 giorni per le verifiche; l’Azienda sanitaria trasmette la relazione al Comitato etico entro 5 giorni; il Comitato etico deve esprimere il proprio parere nei successivi 5 giorni.

• Dopo l’esito positivo: le prestazioni e i trattamenti per l’autosomministrazione devono essere erogati entro un massimo di 7 giorni dalla richiesta.

• Assistenza sanitaria completa: le strutture pubbliche devono garantire supporto, assistenza e mezzi necessari, compresi farmaco, macchinario e assistenza medica per la preparazione all’autosomministrazione. La prestazione può avvenire in ospedale, hospice o al domicilio, se richiesto.

• Libertà della persona: la persona malata può in ogni momento posticipare, sospendere o annullare la prestazione.

• Gratuità: le prestazioni di verifica e assistenza sono assicurate gratuitamente nell’ambito del percorso terapeutico-assistenziale.

• Nessun nuovo onere per il bilancio regionale: la proposta prevede una clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che i costi siano sostenuti nell’ambito della dotazione del Fondo sanitario regionale.