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Ritornare a vivere in quota: il futuro sostenibile delle terre alte. Presentato il progetto Chalet Therapy al Lago Ghedina

Cortina d’Ampezzo, 29/08/2026 – “La montagna non è solo un paesaggio da cartolina o una meta turistica stagionale, ma un ecosistema vivo che ha bisogno di ritrovare una stanzialità attiva”.

Lo ha detto l’architetto Ambra Piccin, nel corso della presentazione del progetto Chalet Therapy, in collaborazione con l’azienda veneta Varaschin, punto di riferimento internazionale nell’arredo outdoor di alta gamma. La collezione è stata presentata ieri pomeriggio, venerdì 28 agosto, in anteprima assoluta a Cortina d’Ampezzo, nella suggestiva cornice del Lago Ghedina.

“Parlare di montagna oggi – ha proseguito l’architetto Piccin – significa fare i conti con un paradosso: da un lato l’attrattività ineguagliabile dei panorami alpini, dall’altro lo spopolamento progressivo e la desertificazione dei servizi che rendono complessa la quotidianità di chi sceglie di rimanere o di trasferirsi in quota”. È in questo scenario complesso che si inserisce la lucida analisi dell’architetto Ambre Piccin, la quale individua nella riappropriazione del desiderio di vivere la montagna la chiave di volta per il futuro delle terre alte.

Il fulcro dell’intervento risiede in un cambio di prospettiva culturale: la montagna deve tornare ad essere un luogo di residenza stabile e consapevole, non un mero rifugio del fine settimana. Tuttavia, il ritorno a vivere in quota non può prescindere da condizioni economiche e sociali sostenibili. È qui che entra in gioco la valorizzazione delle attività tradizionali e innovative legate al territorio.

“La valorizzazione economica delle specificità locali, dall’artigianato all’agricoltura eroica, dal turismo sostenibile alla gestione attiva del bosco, rappresentano il vero motore per invertire la rotta. Non si tratta di sterile nostalgia, ma di un’operazione di lungimiranza economica capace di generare occupazione qualificata e di trattenere i giovani nelle valli”.

Verso un nuovo umanesimo alpino

La sfida lanciata dall’architetto Piccin apre a una riflessione più ampia sul futuro delle aree interne e montane. Creare le condizioni affinché vivere in montagna sia una scelta attraente e non un atto di resistenza eroica richiede investimenti mirati in infrastrutture digitali, servizi essenziali e, soprattutto, in una visione urbanistica e architettonica che rispetti e valorizzi il paesaggio senza snaturarlo. In un’epoca segnata dalla crisi climatica e dalla ricerca di una qualità della vita a misura d’uomo, le terre alte si candidano a diventare laboratori di innovazione sociale. Raccogliere l’appello di Ambre Piccin significa riconoscere che il futuro delle comunità montane è, per molti versi, il termometro della salute dell’intero territorio nazionale.

Da questa visione nasce una collezione destinata in particolare al mondo dell’hospitality e delle residenze contemporanee, pensata per vivere l’outdoor durante tutto l’anno e trasformare gli spazi esterni in luoghi di incontro, relax e convivialità.

“Chalet Therapy è inoltre legata a una riflessione sul modo in cui oggi viviamo la montagna – ha detto Stefano Giust, direttore operativo di Varaschin –. Il benessere contemporaneo passa sempre più dalla possibilità di ristabilire una relazione autentica con i luoghi e con la natura. Terrazze, giardini, lounge panoramiche, dehors e spazi wellness diventano così vere e proprie estensioni dell’abitare, da progettare con la stessa cura e qualità degli ambienti interni”.

Il progetto guarda alla cultura materiale alpina e alla tradizione artigianale italiana, senza cadere nella citazione letterale dello chalet. Le forme morbide e accoglienti richiamano il senso di protezione delle architetture di montagna; il legno e le finiture ispirate alle tonalità della pietra dolomitica costruiscono un dialogo con il paesaggio; la cura dei dettagli restituisce invece quella dimensione sartoriale che caratterizza la manifattura italiana.

La collaborazione tra Varaschin e Ambra Piccin nasce dall’incontro di due sensibilità accomunate dalla ricerca della qualità e da una particolare attenzione al rapporto tra progetto e territorio: quella di un’azienda che ha costruito la propria identità sull’eccellenza dell’outdoor e quella di una progettista da anni impegnata nel raccontare, attraverso l’architettura e il design, l’identità dei luoghi alpini.

“Cortina per noi non è semplicemente una location, ma un luogo con cui sentiamo una profonda affinità – sottolinea Verena Varaschin, Responsabile Marketing & Communication di Varaschin –. Natura e montagna sono valori presenti nel dna dell’azienda fin dalle sue origini. Con Chalet Therapy li abbiamo tradotti in un progetto che unisce ricerca, artigianalità e comfort e che porta all’esterno quella qualità sartoriale che da sempre contraddistingue le nostre collezioni. È un progetto che, come suggerisce il nome, vuole anche generare una sensazione: stare bene, semplicemente, attraverso il contatto con il luogo che ci circonda”.

Il risultato è un sistema di arredi che interpreta l’outdoor come una nuova dimensione dell’abitare, superando la tradizionale distinzione tra interno ed esterno. Il layout presentato a Cortina propone un ambiente dedicato al relax e alla convivialità: la sedia e la poltroncina da pranzo esprimono un comfort elegante e contemporaneo, mentre poltrona e divano a due posti costruiscono vere e proprie oasi di benessere per dehors e terrazze.

Chalet Therapy diventa così un invito a rallentare, a stare insieme, a ritrovare il rapporto con il paesaggio. Un progetto nel quale il design non si limita ad arredare uno spazio, ma contribuisce a costruire un’esperienza: quella di abitare la montagna.

All’incontro sono intervenuti il senatore Luca De Carlo, il consigliere provinciale Renzo Minella in rappresentanza del presidente della provincia Marco Staunovo Polacco impegnato all’estero, il giornalista/scrittore del Corriere della Sera Massimo Nava. Ha condotto il pomeriggio la giornalista Chiara Caliceti.

 

Ambra Piccin – Architetto

Ambra Piccin

E’ il primo Architetto donna ad aprire nel 1991 uno Studio di Architettura a Cortina d’Ampezzo, che da trent’anni è il più grande ed attrezzato della Conca. È la protagonista di molte realizzazioni e progetti in tutta Italia e nei Paesi del Nord Europa, soprattutto in rinomate località montane di tutto l’Arco Alpino, ma anche a Roma, a Milano, Udine, Verona, Firenze, ecc.

La classicità senza tempo del linguaggio montano intrecciata a una più moderna concezione dell’eleganza, riconoscibile in soluzioni architettoniche e di interior dal carattere spiccatamente originale che tengono insieme, in un equilibrio perfetto, tecnica ed evoluzione. Si occupa di progettazioni complesse in ambito Residenziale, Alberghiero e Commerciale, con nuove costruzioni, ristrutturazioni edilizie, risanamento conservativo e interior design.

Il portfolio dell’architetto vanta 750 progetti realizzati. Lo studio è inoltre altamente specializzato nella progettazione ed esecuzione, sia strutturale che di interni, di Hotel e SPA. La sua esperienza si integra e completa nella realizzazione architettonica paesaggistica o urbanistica attraverso opere di riqualificazione ambientale, così importanti per lei.

Ambra Piccin è anche autrice di quattro pubblicazioni dedicate all’architettura di interni a Cortina e promotrice della formazione dei giovani attraverso il suo studio. Il suo approccio, fortemente umano e sensibile, trasforma ogni progetto in un dialogo con il cliente e con lo spazio, dove l’architettura diventa arte dell’abitare e strumento di narrazione. In occasione dell’ultima edizione del Salone del Mobile di Milano, ha ricevuto uno dei quattro “Premi Speciali” al 9° Design Awards Riva1920 “Tavolo e Panca Outdoor”, insieme a Monica Gasperini, per il progetto panca Molina, premiato durante l’evento organizzato presso l’ADI Design Museum di Milano.

Ambra Piccin è anche co-fondatrice di CortinAtelier, uno spazio-laboratorio condiviso con il fratello Virginio Piccin, dove clienti, artigiani e progettisti interagiscono direttamente con i materiali, trasformando ogni progetto in un’esperienza sensoriale e partecipata. CortinAtelier è un punto di riferimento per il design alpino, dove il dialogo tra uomo, natura e materia prende forma concreta.

Nel 2025 pubblica il libro “Architettura Alpine a Cortina – Tra eleganza e tradizione”, un’opera che raccoglie alcune delle sue realizzazioni più significative e riflette sul futuro dell’architettura alpina in relazione ai grandi temi della recente trasformazione dei territori e delle relative dinamiche abitative insediative.

 

Varaschin

Qualità totale, un’idea di design che coniuga estetica e relax e la capacità di offrire soluzioni in linea con le aspettative dei mercati globali: queste le qualità che hanno reso Varaschin uno dei più conosciuti e apprezzati brand internazionali di arredamento outdoor. A monte un’azienda che dal 1969 ha saputo mantenere la propria proposta sempre al passo con i tempi adattando un saper fare radicato nella tradizione alle esigenze d’arredo della contemporaneità.

Le collezioni Varaschin, frutto della collaborazione con designer di statura internazionale, si distinguono per il comfort, l’elevata ergonomia e l’ispirazione naturale che traspare nelle forme degli arredi e nelle finiture che li vestono. Scaldarsi ai raggi del sole, respirare aria pura, gustarsi lo spettacolo del cielo al tramonto sono una vera e propria cura per il corpo e per l’anima, un mood sintetizzato nel binomio “Outdoor Therapy”, scelto come payoff, che corrisponde a un’idea di design che parte dalla persona e dai suoi desideri più autentici, per diventare poi progetto.

Puntando sulla specializzazione outdoor, Varaschin sviluppa soluzioni d’arredo per innumerevoli ambientazioni residenziali e contract: dalla zona pranzo all’area relax a bordo piscina, offrendo lo scenario ideale per piacevoli e rigeneranti esperienze di immersione nello spazio esterno.

I materiali sono accuratamente selezionati per garantire performance al top in qualsiasi contesto: dalle corde e dai tessuti idrorepellenti e resistenti ai raggi UV, fino alle imbottiture che favoriscono il drenaggio dell’acqua e una rapida asciugatura, senza dimenticare i trattamenti che preservano le strutture in metallo dalla corrosione dovuta all’aria salina degli ambienti marini. Cifra stilistica per eccellenza è l’intreccio manuale, originariamente realizzato con fibre naturali e oggi con materiali sintetici, garanzia di grande durevolezza e leggerezza.

(rdn)