Misteriosi ordini di massa nelle librerie indipendenti svelano una catena di montaggio segreta: migliaia di volumi fisici acquistati e distrutti per nutrire gli algoritmi affamati di dati “puri”
Un mistero che unisce il mercato antiquario dei libri usati e le stanze ovattate dei giganti della Silicon Valley. È iniziato tutto quando diversi librai indipendenti sparsi per gli Stati Uniti hanno iniziato a ricevere strani, massicci ordini anonimi attraverso piattaforme come
Biblio. Pacchi da circa mille volumi alla volta, scelti con criteri apparentemente casuali, acquistati senza batter ciglio. Insospettito da questa febbre d’acquisto priva di logica letteraria, un libraio ha deciso di vederci chiaro, collaborando con i giornalisti della testata investigativa 404 Media e nascondendo un Apple AirTag all’interno di uno dei volumi prima di spedirlo.
Il segnale digitale non ha mentito. Il pacco ha viaggiato di mano in mano fino a spegnersi in un luogo insospettabile: un immenso magazzino Amazon a Las Vegas, noto come struttura LAS8 o VGT3. Ma la vera scoperta non è il dove, è il cosa. Cosa succede a migliaia di romanzi, saggi e vecchi manuali una volta varcata quella soglia?
All’interno del magazzino non c’è alcuno scaffale di attesa o scaffalatura per il collezionismo. I libri subiscono un trattamento brutale noto come scansione distruttiva (Destructive Scanning). I dipendenti, armati o supportati da cesoie idrauliche industriali, recidono senza pietà la rilegatura e i dorsi di ciascun volume. Le pagine vengono così separate, rese fogli sciolti e
infilate in scanner ad altissima velocità.
Una volta convertito ogni singolo tomo in file digitali (PDF o formati di testo puliti), l’integrità fisica del libro cessa di esistere: i volumi cartacei vengono avviati implacabilmente al macero. Il libro muore affinché il byte possa nascere.
Il reportage investigativo di 404 Media. Perché cercano libri vecchi?
La risposta risiede nella crisi esistenziale che sta colpendo l’industria dell’intelligenza artificiale generativa: la paura del model collapse. I modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) hanno ormai consumato la gran parte dei contenuti testuali liberamente accessibili su internet.
Tuttavia, l’addestramento su testi presi dalla rete odierna rischia di contaminare i sistemi con “dati sintetici”, generati cioè da altre IA, provocando un progressivo degrado e un’involuzione logica dei modelli.
Per costruire intelligenze artificiali brillanti e stabili, le aziende tech cercano disperatamente testi pubblicati rigorosamente prima del 2022. L’obiettivo è la “purezza” dei dati: un passato analogico incontaminato dall’ombra digitale.
Acquistare i libri fisici sul mercato secondario e digitalizzarli offre alle aziende un vantaggio giuridico. Sfruttando interpretazioni estese della dottrina del Fair Use e del diritto di prima vendita negli Stati Uniti, l’acquisto legittimo di copie fisiche viene utilizzato per giustificare l’acquisizione di dati per l’addestramento, eludendo le accuse dirette di pirateria online.
C’è un sottile e amaro contrappasso in questa vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica globale. Amazon, il colosso globale nato originariamente nei garage americani proprio come libreria online per promuovere, custodire e diffondere il libro cartaceo, si ritrova oggi nel ruolo di acquirente di massa di volumi rari e fisici con il solo scopo di sventrarli, macerarli e
distruggerli.
Un tributo di carta e inchiostro offerto agli algoritmi del futuro, in un cortocircuito distopico dove la materia prima della cultura umana viene sacrificata per alimentare le stesse macchine che, domani, promettono di fare a meno del pensiero e della scrittura dell’uomo.
Sappiate comunque che già un terzo di ciò che state leggendo in rete e anche nella stampa cartacea è costruito con intelligenza artificiale.



