Lettera aperta della consigliera Maria Teresa Cassol al sindaco e all’assessore ai trasporti
Mentre a livello nazionale e locale si riempiono la bocca di proclami a favore della natalità, del sostegno alle famiglie numerose e della transizione ecologica, nei fatti la realtà amministrativa di Belluno racconta un copione ben diverso fatto di immobilismo, silenzi e tariffe anacronistiche. La denuncia sollevata in questi giorni dalla consigliera comunale di oppesizione Maria Teresa Cassol, scaturita dalla lettera aperta di una mamma bellunese con quattro figli, mette a nudo l’assenza totale di visione strategica e di sensibilità sociale da parte dell’amministrazione comunale sul fronte del trasporto pubblico urbano.
“La Dolomitibus – scrive Maria Teresa Cassol – non prevede nell’urbano a Belluno alcuno sconto per più figli o componenti lo stesso nucleo familiare, tranne la formula ‘Leggero famiglia’ che esclude però gli orari di punta intorno alle 8 e alle 13.”
Un sistema di trasporto scollegato dai bisogni reali delle famiglie
È paradossale che in una città montana come Belluno, che dovrebbe agevolare gli spostamenti collettivi per decongestionare il traffico e ridurre le emissioni, le famiglie numerose siano lasciate completamente sole. L’analisi lucida condotta dalla consigliera Cassol dimostra come Belluno sia tragicamente rimasta al palo rispetto al resto d’Italia, dove sindaci e giunte di ogni colore politico hanno introdotto da tempo misure concrete di sgravio tariffario.
| Città | Politica tariffaria per famiglie e minori |
| Milano | Gratuità fino a 14 anni; abbonamento dimezzato per genitori con 3+ figli. |
| Bologna | Sconto del 50% al secondo figlio e gratuità per i successivi; gratuità per accompagnatori. |
| Verona | Gratuità dal terzo figlio e abbonamenti impersonali utilizzabili in famiglia. |
| Udine | “Formula Famiglia”: sconti progressivi dal 20% al 70% dal secondo abbonamento in poi. |
| Belluno | Nessuna agevolazione strutturale per famiglie numerose negli orari di punta. |
Mentre a Milano, Verona, Bologna, Padova e Udine si sperimenta l’intelligenza amministrativa per rendere l’autobus la scelta più logica ed economica per l’intero nucleo familiare, a Belluno la giunta comunale assiste passivamente. La formula “Leggero famiglia” proposta da Dolomitibus si rivela una beffa burocratica: esclude proprio le fasce orarie cruciali delle 8:00 e delle 13:00, ovvero i momenti in cui i ragazzi devono recarsi a scuola e fare ritorno a casa.
Incentivare la mobilità sostenibile: un’occasione sprecata
Il nodo politico sollevato dalla consigliera Cassol non riguarda soltanto la giustizia sociale verso i nuclei con più figli, ma investe il cuore stesso delle politiche ambientali e di mobilità urbana dell’ente. Come giustamente evidenziato, i bus urbani a Belluno viaggiano spesso con ampi margini di “capienza fisica” inutilizzata al di fuori dei picchi scolastici. Eppure, l’amministrazione non muove un dito per riempire quei sedili vuoti.
Mancano accorgimenti elementari che altrove sono realtà consolidata:
Semplificazione radicale nell’acquisto dei titoli di viaggio (oggi ancora macchinoso, con biglietti fisici spesso introvabili e app poco intuitive).
Introduzione dell’abbonamento impersonale, flessibile per l’uso familiare alternato.
Tariffe agevolate o azzerate per i genitori che accompagnano i minori, disincentivando l’uso sconsiderato dell’auto privata.
L’immobilismo della giunta di fronte alle sfide future
La richiesta avanzata da Maria Teresa Cassol di aprire un tavolo di confronto urgente con la cittadinanza e la commissione consiliare competente — in vista della ripresa dell’attività scolastica — rappresenta un banco di prova fondamentale. L’amministrazione comunale non può continuare a nascondersi dietro un dito o a rimandare il problema.
Serve coraggio politico, non solo proclami
Ignorare temi cruciali come la revisione degli abbonamenti, l’introduzione di criteri perequativi legati all’ISEE (sull’esempio virtuoso di Roma e Lazio), la frequenza delle corse e la razionalizzazione del servizio “Trillo” significa abdicare al proprio ruolo di guida politica della comunità. Le famiglie bellunesi e i nostri giovani non chiedono favori, ma una visione amministrativa moderna, capace di coniugare il sostegno alla natalità con una vera transizione ecologica.
Il tempo dei rinvii è scaduto: la giunta risponda pubblicamente alle istanze della consigliera Cassol e della cittadinanza prima che il ritorno sui banchi di scuola riproponga, immutata, l’ennesima estate di disagi e costi insostenibili per le famiglie.



