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Feltre. Nuovo Negrelli, oggi in consiglio comunale la variante

Due campate dell’edificio storico da conservare e una significativa dotazione di alberi. Le indicazioni del Comune sul progetto della Provincia 

Feltre, 20 agosto 2026 – Due campate complete dell’attuale edificio da conservare, anziché le tre previste nella variante presentata dalla Provincia di Belluno; mantenimento a tutta altezza delle pilastrature lungo il confine est; più superfici a verde e una significativa presenza di alberi negli spazi liberati dalle demolizioni.

Sono le principali indicazioni che l’Amministrazione comunale di Feltre propone di introdurre nel progetto del nuovo polo scolastico dell’Istituto Tecnico Tecnologico “L. Negrelli” e che saranno sottoposte oggi all’esame del Consiglio comunale. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra la tutela dell’edificio di Gino Valle e Giorgio Macola, riconosciuto tra le “Architetture del
Novecento”, e la necessità di garantire al nuovo polo scolastico spazi esterni più verdi, continui e pienamente fruibili dagli studenti.

“La proposta della Provincia nasce da esigenze tecniche emerse durante la progettazione e va nella direzione di conservare una parte significativa dell’edificio originario.
Come Amministrazione abbiamo però ritenuto che fosse possibile trovare un equilibrio ulteriore – sottolinea il sindaco, Viviana Fusaro –. La tutela deve consentire di continuare a leggere con chiarezza il valore architettonico e il sistema costruttivo del Negrelli, ma deve anche dialogare con la nuova scuola e con gli spazi che gli studenti utilizzeranno ogni giorno. Per questo
proponiamo di concentrare la conservazione su due campate complete e sui pilastri lungo il lato est, liberando al tempo stesso maggiori superfici da destinare al verde, alla didattica all’aperto, allo sport e alla socialità. È una scelta che guarda non solo al nuovo edificio, ma alla qualità complessiva del futuro polo scolastico”.

La variante presentata dalla Provincia si è resa necessaria a seguito degli approfondimenti condotti durante la progettazione esecutiva e delle prime demolizioni selettive, che hanno consentito di conoscere più nel dettaglio le caratteristiche strutturali dell’edificio rispetto a quanto noto al momento dell’approvazione del progetto del 2023.
In particolare, l’acquisizione dei disegni strutturali originali e le verifiche effettuate in cantiere hanno evidenziato che i pilastri del corpo aule sono costituiti da elementi prefabbricati monolitici alti circa sei metri e mezzo e dotati di mensole strutturali integrate. Il taglio previsto nella soluzione inizialmente autorizzata comprometterebbe la stabilità della struttura residua
e renderebbe necessario alterare profondamente proprio quel sistema costruttivo che si intende conservare.

Da queste nuove evidenze tecniche è nata la proposta della Provincia di mantenere integralmente tre campate dell’edificio esistente, conservando il sistema strutturale composto da pilastri, travi, mensole e copertura. Si tratta di uno degli elementi maggiormente rappresentativi dell’opera progettata dagli architetti Gino Valle e Giorgio Macola e che ha contribuito
all’inserimento del Negrelli tra le “Architetture del Novecento” individuate dal Piano Territoriale Regionale di Coordinamento.

Nell’esaminare questa soluzione, l’Amministrazione comunale ha ritenuto tuttavia opportuno proporre una diversa configurazione, con l’obiettivo di garantire una conservazione effettiva e riconoscibile dei caratteri più significativi dell’edificio
senza compromettere la qualità e la piena fruibilità degli spazi aperti della nuova scuola.
La principale prescrizione sottoposta oggi al Consiglio comunale prevede quindi di ricondurre a due le campate complete del sistema strutturale originario da conservare, anziché le tre proposte dalla Provincia. Qualora condizioni tecniche o statiche non consentissero tale configurazione, dovrà comunque essere mantenuta la massima porzione possibile nella quale risulti
integralmente riconoscibile e leggibile il sistema costruttivo originario costituito dall’insieme di pilastri, travi e solai. A questa conservazione si aggiunge il mantenimento a tutta altezza delle pilastrature individuate lungo il confine est dell’area. La loro presenza permetterà di continuare a percepire la dimensione, la scansione modulare e l’impianto strutturale dell’edificio
originario anche dopo la demolizione delle restanti parti.

La scelta di concentrare gli elementi da conservare in queste porzioni risponde anche alla volontà di evitare la permanenza di strutture isolate e disseminate negli spazi esterni, che rischierebbero di frammentare l’area e limitarne la qualità e la possibilità di utilizzo da parte degli studenti. “Il vincolo non ha niente a che fare con i beni culturali ma è un provvedimento di natura
urbanistica dettato dalla Regione – spiega l’assessore all’urbanistica, Andrea Bona -. Il progetto di demolizione è già stato approvato dal Consiglio comunale nel 2023 e questa è una variante richiesta dall’Ente Provincia per cercare di migliorare quanto allora previsto in progetto. Con le prescrizioni che saranno introdotte dal Consiglio comunale la soluzione prevista viene
ulteriormente definita e circoscritta”.

Un secondo punto centrale delle indicazioni del Comune riguarda il verde. Le superfici liberate dalle demolizioni e non occupate dal nuovo edificio, da opere di servizio, percorsi o spazi pavimentati secondo le osservazioni dell’Amministrazione dovranno essere sistemate a verde, evitando, per quanto tecnicamente possibile, la loro successiva impermeabilizzazione. Si
richiede inoltre la messa a dimora di alberi a foglia caduca appartenenti a specie autoctone o comunque coerenti con le caratteristiche del territorio:
l’obiettivo è quello di garantire nel tempo ombreggiamento, mitigazione climatica e qualità paesaggistica, oltre a migliori condizioni di utilizzo degli spazi da parte degli studenti. L’idea è che il verde non rappresenti semplicemente ciò che rimane tra un edificio e l’altro dopo le demolizioni, ma diventi parte integrante del progetto della nuova scuola: spazi per la didattica
all’aperto, lo sport, le attività ricreative e la socializzazione.

Una prospettiva che guarda anche oltre il singolo intervento sul Negrelli. Il nuovo assetto si inserisce infatti nella progressiva costruzione di un polo scolastico unitario con il vicino Liceo “Giorgio Dal Piaz”, nel quale gli spazi aperti potranno assumere una funzione di collegamento fisico, funzionale e paesaggistico tra i diversi plessi e diventare un patrimonio comune della
comunità scolastica. Rimane prioritario l’obiettivo alla base dell’intervento:
dare al Negrelli una nuova sede pienamente adeguata sotto il profilo sismico, energetico, impiantistico e funzionale, realizzata senza ulteriore consumo di suolo e garantire la permanenza a Feltre di un istituto che rappresenta un punto di riferimento per l’istruzione tecnica dell’intera provincia.