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“Spazio ai giovani? Adolescenti e adulti tra ruoli e risposte”: terzo appuntamento con il Think & Drink di Belluno Futura

Comprendere l’adolescenza senza giudicare o etichettare, ma offrendo strumenti, ascolto e spazi reali per crescere. Su questi temi fondamentali si concentra il terzo incontro del ciclo “Think & Drink”, promosso dal PD Città di Belluno nell’ambito della campagna di partecipazione Belluno Futura, in programma per mercoledì 19 agosto alle ore 18:00 presso la sede di Piazza Castello 23.

L’appuntamento, dal titolo “Spazio ai giovani? Adolescenti e adulti tra ruoli e risposte”, vedrà come ospite Sara Serbati, docente di Pedagogia Sociale all’Università di Padova e presidente dell’associazione “Cittadini per il recupero delle Gabelli”.

Al centro della serata ci sarà una riflessione sui bisogni e sul vissuto delle nuove generazioni a Belluno. Come evidenziato dalla professoressa Serbati nei suoi recenti interventi dedicati al territorio, l’adolescenza è una fase delicata di riorganizzazione emotiva e neurobiologica: un momento in cui le certezze costruite nell’infanzia vengono messe in discussione per ridefinire la propria identità. Di fronte ai segnali di disagio o a comportamenti complessi, la risposta non può essere la frettolosa etichettatura o la punizione, ma la comprensione dei significati e dei contesti. Diventa quindi prioritario promuovere l’ascolto autentico dei ragazzi e garantire loro luoghi d’aggregazione sani e curati in città — dai parchi pubblici ai campetti sportivi, fino a biblioteche con orari estesi e presidi di supporto — senza lasciare sole le famiglie e la scuola.

A sottolineare il valore sociale e politico dell’iniziativa è Davide Noro, segretario cittadino del PD: «Le risposte punitive e paternalistiche sembrano essere inadatte rispetto ai bisogni complessi degli adolescenti e possono rivelarsi controproducenti. Serve dunque un ripensamento, a partire dal ruolo che dobbiamo avere in quando adulti. Per ricucire il patto sociale tra le generazioni non serve la repressione a tutti i costi, ma la presenza, l’ascolto e la capacità di costruire spazi comunitari solidi».