Belluno, 31 luglio 2026 – Prosegue la disputa sugli alberi di via Feltre. All’ultima petizione presentata oggi in consiglio comunale, il sindaco Oscar De Pellegrin risponde come segue
Le motivazioni dell’intervento e i dettagli del progetto: il sindaco ha ribadito che l’opera, finanziata con una donazione privata di 3,1 milioni di euro, risponde a esigenze di sicurezza e vivibilità attese da anni per via Feltre. Tra i punti chiave illustrati vi sono l’allargamento dei marciapiedi senza barriere architettoniche, la realizzazione di una pista ciclopedonale (di 2,5 o 3 metri a seconda dei tratti), la riqualificazione delle rotatorie di piazzale Marconi e Prade, il limite di velocità ridotto a 30 km/h con attraversamenti rialzati e il rinnovo dei sottoservizi in accordo con SIB per circa 600 mila euro, a fronte di un numero di parcheggi che rimarrà invariato.
La questione del verde: De Pellegrin ha assicurato che la via non rimarrà priva di verde, poiché è prevista la piantumazione di un nuovo filare di alberi e la creazione di isole verdi con tecniche moderne per favorire lo sviluppo profondo delle radici ed evitare futuri danni alle pavimentazioni.
I disagi legati allo stop del cantiere: Il Primo cittadino ha espresso forte preoccupazione per la paralisi attuale del cantiere a causa dell’iter giudiziario, definendola una situazione insostenibile che penalizza la vivibilità della zona, danneggia le attività economiche e crea ostacoli e pericoli per i residenti, oltre a provocare gravi perdite finanziarie all’impresa esecutrice.
La precisazione formale sulla petizione: In merito alla petizione depositata, il sindaco ha evidenziato che l’atto formale presenta una sola firma (quella della proponente) e che non sono state depositate altre firme digitali o analogiche, bensì un semplice elenco di nomi e cognomi associati a dei Comuni ma privi dell’indirizzo di residenza, requisito previsto dall’articolo 61 del Regolamento del Consiglio comunale.
Il riassunto delle puntate precedenti
Il caso nasce da un maxi-progetto di riqualificazione urbana dell’importante arteria stradale, reso possibile grazie alla donazione di 3,1 milioni di euro da parte di un benefattore privato che ha presentato al Comune un progetto “chiavi in mano”. Il piano dell’amministrazione (difeso dal sindaco Oscar De Pellegrin) prevede interventi sui sottoservizi, sui marciapiedi e sulla viabilità per aumentare la sicurezza e la mobilità sostenibile. Tuttavia, il progetto iniziale ha previsto la rimozione di gran parte dei 147 tigli storici che ombreggiavano la via, le cui radici avevano danneggiato le pavimentazioni e le tubature.
La petizione e la mobilitazione
La raccolta firme on line: contro l’abbattimento massiccio degli alberi è stata lanciata una petizione (tra cui quella promossa su Change.org intitolata “Sono stati abbattuti gli alberi di Via Feltre a Belluno. Salviamo quelli che restano”), che ha raccolto in pochissimo tempo migliaia di adesioni (circa 3.700 sostenitori).
Le richieste dei cittadini e delle associazioni: i promotori della petizione e sigle ambientaliste come Italia Nostra e la Lipu hanno chiesto all’amministrazione comunale:
La pubblicazione e la trasparenza delle perizie agronomiche a supporto dei tagli.
Di riconsiderare il progetto per salvare il patrimonio arboreo superstite, contestando anche la previsione di ripiantumare alberi nuovi solo su un lato della strada.
Una maggiore condivisione delle scelte urbanistiche con la cittadinanza.
La protesta non si è fermata alla petizione: alcune associazioni (tra cui Italia Nostra) hanno intrapreso vie legali. Dopo una prima fase in cui il TAR aveva dato via libera ai lavori, il Consiglio di Stato ha imposto una sospensione temporanea dell’abbattimento dei tigli rimasti, bloccando parzialmente il cantiere in attesa della sentenza di merito.



