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Trasporto pubblico, dividendi e tariffe. Bortoluzzi e Calligaro: “I fondi servono per potenziare i servizi, non per tappare i rincari”

Belluno, 30/07/2026 – Massimo Bortoluzzi e Silvia Calligaro intervengono con fermezza sulla gestione degli utili pubblici di
Dolomiti Bus e sul nuovo piano tariffario:
«Servizi estivi ridotti all’osso, abbonamenti modificati e rincari mascherati: così si penalizzano non solo gli
studenti, ma anche i lavoratori e tutti gli utenti del territorio. L’Ente di Governo doveva fare una vera trattativa
a tutela dei cittadini e delle famiglie».

Il contesto e il dibattito sui dividendi
Sta facendo discutere il nuovo piano tariffario di Dolomiti Bus, approvato dall’Ente di Governo presieduto da
Marco Staunovo e dal consigliere delegato Renzo Minella. Tra la conversione degli abbonamenti scolastici da
10 a 12 mesi, la revisione al rialzo delle tariffe ordinarie e i tagli ai servizi, si apre un forte dibattito politico
sulle modalità di gestione delle risorse derivanti dagli utili societari.
Negli ultimi due anni, Dolomiti Bus ha registrato importanti utili di esercizio: 1,9 milioni di euro nel 2024 e
2,7 milioni di euro nel 2025. Risorse che nel 2024 non erano state distribuite in attesa di definire una
destinazione strategica a beneficio del territorio, quando alle sedute partecipava il consigliere uscente con
delega al TPL Massimo Bortoluzzi. Di recente, la presidenza dell’Ente di Governo guidata dal Presidente della
Provincia Marco Staunovo Polacco ha sbloccato la ripartizione dei dividendi, assegnando alla Provincia di
Belluno circa 2 milioni di euro.

Massimo Bortoluzzi, già consigliere provinciale delegato al Demanio idrico e Trasporti, Protezione civile e Difesa del suolo

Massimo Bortoluzzi (già Consigliere Provinciale delegato al TPL)
«È del tutto inaccettabile che le risorse pubbliche derivanti dai dividendi vengano impiegate semplicemente
per attenuare gli aumenti tariffari approvati dall’Ente di Governo presieduto dal Presidente della Provincia
Marco Staunovo Polacco. È doveroso precisare che gli adeguamenti delle tariffe sono dovuti per contratto,
ma questo non giustifica affatto la scelta di modificare la struttura dei titoli di viaggio né di far cadere i rincari
sulle spalle dell’intera cittadinanza. Visti gli importanti utili maturati da Dolomiti Bus negli anni precedenti,
serviva e si doveva condurre una trattativa vera su questo tema.
Quei soldi dovevano e devono servire a potenziare iservizi sul territorio, ad aumentare le corse e a migliorare
la qualità del trasporto per tutti: non solo per gli studenti, ma anche per i lavoratori pendolari e per l’utenza
generica che ogni giorno si affida ai mezzi pubblici per spostarsi in provincia. Non si può fare da scudo
finanziario a rincari stabiliti dall’ente medesimo lasciando inalterate le criticità del servizio.
Viene sbandierato come un grande vantaggio il passaggio dell’abbonamento studenti da 10 a 12 mesi, ma ci
chiediamo: chi ci guadagna davvero? Durante il periodo estivo le corse sono ridotte all’osso, penalizzando
pesantemente sia i ragazzi sia i lavoratori che devono raggiungere i posti di lavoro. Trasformare i titoli di
viaggio o giustificare irincari avrebbe avuto senso solo a fronte di un servizio efficiente e costante tutto l’anno.
Così com’è strutturata, la manovra finisce per favorire le dinamiche aziendali anziché dare un beneficio
concreto alla popolazione.
I prezzi dei biglietti subiscono gli adeguamenti Istat previsti dal contratto, ma negli ultimi tre anni lo Stato è
intervenuto in maniera importante con compensazioni straordinarie per coprire i rincari del carburante.
Proprio per questo l’Ente di Governo aveva la forza e gli elementi per avviare un negoziato serio con la società
di gestione, condurre una vera battaglia politica e sociale a tutela del territorio e congelare le modifiche
peggiorative per l’utenza».

Silvia Calligaro, consigliera regionale

Silvia Calligaro (Consigliere Regionale del Veneto ed ex Vicepresidente della Provincia)
«È chiaro che i contratti di servizio e i vincoli normativi vadano sempre rispettati ed onorati. Tuttavia, la
politica ha il preciso dovere di utilizzare tutti glistrumenti a disposizione per generare ricadute sociali positive
e concrete. Esistono e si possono creare misure ad hoc a sostegno degli studenti, dei lavoratori e delle
categorie fragili, affinché l’accesso al trasporto pubblico locale rimanga un diritto garantito per tutti i cittadini
e non diventi un peso insostenibile per i bilanci familiari».

Sintesi e proposte operative
Bortoluzzi e Calligaro convergono unanimi su un punto fondamentale: lo strumento dell’Investi Scuola e le
risorse pubbliche derivanti dagli utili devono nascere per aiutare i cittadini e sostenere la permanenza nelle
aree montane, non per diventare una valvola di sfogo contabile dove assorbire i rincari e i cambi di tariffa.
A tal proposito, vengono avanzate proposte concrete a tutela di tutta la comunità:
1. Tutela dei titoli di viaggio e trattativa vera: I titoli di viaggio non andavano modificati
arbitrariamente. Alla luce dei consistenti utili aziendali registrati da Dolomiti Bus, l’Ente di Governo
avrebbe dovuto intavolare un negoziato serrato con l’azienda per congelare i rincari a carico di
studenti, lavoratori pendolari e utenti generici.
2. Estensione delle agevolazioni aglistudenti delle scuole medie: È necessario ampliare le agevolazioni
e i titoli dedicati (come l’Unico Studenti) anche a tutti gli studenti che frequentano le scuole
secondarie di primo grado (scuole medie) e che devono utilizzare il TPL. In provincia di Belluno sono
moltissime le famiglie con ragazzi giovani che devono obbligatoriamente usufruire delle linee del TPL
per raggiungere il plesso scolastico, non avendo alternative.
3. Miglioramento delle frequenze per lavoratrici e lavoratori: Ripristinare e potenziare le corse nei
periodi extra-scolastici ed estivi per garantire il diritto alla mobilità a chisisposta per motivi di lavoro.
4. Potenziamento del servizio festivo: Ripristinare le corse domenicali e del servizio festivo, che sono
state eliminate ormai da diverso tempo, anche in funzione turistica e per snellire il traffico di mezzi
privati sulla viabilità da e per le località di montagna e di villeggiatura.
5. Supporto alle famiglie numerose e categorie fragili: Introduzione dispecifiche agevolazioni dedicate
ai nuclei familiari numerosi e ai lavoratori a basso reddito.
6. Coinvolgimento dei fondi BIM: Sostenere oltre alla contribuzione che già viene data per l’unico
studenti anche a ulteriori misure agevolative (famiglie numerose, estensione delle agevolazione agli
studenti delle scuole medie) attraverso l’impiego delle risorse messe a disposizione dal Consorzio
BIM, in piena coerenza con le finalità di solidarietà e supporto alla montagna previste dalla legge.
L’invito finale rivolto all’Ente di Governo presieduto da Staunovo Polacco è quello di riaprire con urgenza il
confronto istituzionale per destinare gli utili societari a un effettivo potenziamento del servizio e a un
sostegno mirato, equo e inclusivo per tutti gli utenti della provincia.