Mezzo secolo fa la storica sentenza della Corte Costituzionale apriva la strada all’emittenza privata. Per l’anniversario, il radioamatore Romano De Martin Topranin ha scalato i 2503 metri delle Dolomiti Comelicesi insieme alla sua Zoe
Comelico Superiore, 28 lugluo 2026 – La voce della radio torna a librarsi dalle vette alpine per celebrare una delle
conquiste democratiche più significative del dopoguerra: il cinquantennale della fine del monopolio statale e la nascita del pluralismo nell’etere italiano.
Correva il 28 luglio 1976 quando la storica sentenza n. 202 della Corte Costituzionale sanciva la legittimità delle trasmissioni radiofoniche e televisive via etere a livello locale. Un verdetto di portata epocale che ha di fatto demolito il monopolio pubblico, spalancando le porte all’era delle emittenti private, delle radio libere e delle voci indipendenti. Da quel momento, piccoli editori, comunità e appassionati hanno potuto contare su uno strumento formidabile di espressione democratica e vicinanza territoriale.
A cinquant’anni esatti da quella pietra miliare, il territorio di Comelico Superiore (BL) ha scelto di rendere omaggio alla ricorrenza con un’impresa dal forte valore simbolico e culturale. Protagonista dell’iniziativa è stato il radioamatore locale Romano De Martin Topranin (nominativo IU3GMW/3), che ha compiuto un’attivazione radioamatoriale in alta quota dalla cima del Col Quaternà, maestoso apparato vulcanico situato a 2503 metri sul livello del mare. Ad accompagnarlo lungo i sentieri e in
vetta, la sua inseparabile cagna Zoe.
L’attivazione in quota – Dettagli tecnici
Postazione: Vetta del Col Quaternà (2503 m s.l.m.), Comune di Comelico Superiore (BL)
Modalità e Potenza: QRP (bassa potenza, 5 Watt) con apparati portatili
Frequenze: VHF (145.500 MHz) e UHF (433.500 MHz) in FM (Locatore JN66FQ)
Risultato: 12 collegamenti radio amatoriali (QSO) messi a log con successo
Contesto Ambientale: Area protetta della Rete Natura 2000, nel pieno rispetto della
biodiversità alpina
L’operazione si è svolta nel rigoroso rispetto dell’ambiente alpino, inserendosi nel contesto protetto della Rete Natura 2000. Una scelta che ha voluto coniugare la passione per la tecnologia e la sperimentazione radiantistica con la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturalistico delle Dolomiti.
Nello zaino di Romano De Martin Topranin, insieme alle apparecchiature radio e alle provviste per la giornata in quota, hanno trovato posto alcuni oggetti dal profondo significato simbolico, storico e geologico: un frammento di roccia andesitica custodito dal 10 novembre 2024 — ribattezzato il “Cuore del Col Quaternà” —, due monete commemorative da 100 lire coniate nel 1974 in onore di Guglielmo Marconi e due patch a tema radioamatoriale. Elementi che legano indissolubilmente la memoria scientifica del passato alla passione viva del presente.
Nonostante la bassa potenza di trasmissione (modalità QRP a 5 Watt), l’attività radiantistica ha permesso di stabilire con successo dodici collegamenti radio amatoriali (QSO), confermando come, a cinquant’anni dal verdetto della Consulta, la radio continui a rappresentare un ponte straordinario, vivo e insostituibile tra i territori, le comunità e le persone.



