Approvato il progetto esecutivo per la valorizzazione dell’anello naturalistico Ponticelli in legno, attraversamenti in pietra, drenaggi e nuovi servizi per rendere il percorso più sicuro, tutelando il delicato equilibrio dell’area umida: la Giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi il progetto esecutivo per la valorizzazione dell’anello naturalistico della Torbiera di Lipoi. L’intervento, una delle azioni principali del progetto “Rigenerazione e valorizzazione della torbiera di Lipoi” avviato nel 2021 con il sostegno del bando Habitat 2020 della Fondazione Cariverona, consentirà di migliorare la percorribilità e la fruizione
del sentiero attraverso opere puntuali, progettate per inserirsi nell’ambiente senza alterarne le caratteristiche.
“Con l’approvazione del progetto esecutivo compiamo un altro passo concreto nella tutela e nella valorizzazione della
Torbiera di Lipoi – commenta il sindaco Viviana Fusaro –. Parliamo di un ambiente raro, fragile e di grandissimo valore naturalistico, che deve poter essere conosciuto e frequentato senza che questo ne comprometta l’equilibrio.
Il progetto nasce proprio da questa attenzione: rendere il percorso più sicuro e leggibile, accompagnando cittadini e visitatori alla scoperta della torbiera e, allo stesso tempo, proteggendo le sue componenti più delicate”.
LA VALORIZZAZIONE
Il progetto interviene sulle principali criticità presenti lungo il tracciato: attraversamenti oggi effettuati direttamente nei corsi d’acqua, tratti fangosi o soggetti a ristagno, fondi sconnessi e assenza di strutture informative e di supporto per chi raggiunge la Torbiera a piedi o in bicicletta. L’obiettivo è rendere continuo e più sicuro il percorso, evitando allo stesso tempo che il
passaggio dei visitatori provochi erosione, danneggiamento della vegetazione o calpestio incontrollato nelle zone più fragili.
I ponti. Una delle opere più rilevanti sarà la realizzazione di due ponticelli a campata unica per superare altrettanti piccoli corsi d’acqua che alimentano la Torbiera e che attualmente vengono attraversati mediante guadi informali. Le nuove strutture, lunghe rispettivamente 9,30 e 7,50 metri e larghe un metro e mezzo, saranno interamente realizzate in legno massiccio di castagno non trattato, naturalmente resistente anche negli ambienti umidi. Le travi portanti saranno appoggiate su basi in pietra locale e pali leggermente interrati, senza plinti in calcestruzzo o scavi profondi. Anche il piano di calpestio e le balaustre
saranno in castagno, con fissaggi in acciaio inox e senza collanti, vernici o trattamenti chimici. La larghezza consentirà il passaggio agevole di pedoni, piccoli gruppi, biciclette e carrozzine da trekking.
I ponticelli permetteranno di evitare il passaggio diretto nel letto dei corsi d’acqua, proteggendo la vegetazione delle sponde e il microambiente acquatico e riducendo l’erosione provocata dal calpestio. Le strutture saranno inoltre completamente reversibili: potranno cioè essere rimosse senza lasciare opere permanenti nel terreno. Attraversamenti pedonali. In altri due punti del percorso, dove i corsi d’acqua sono più piccoli, saranno invece realizzati attraversamenti pedonali utilizzando pietre di grandi dimensioni già presenti in loco o nelle immediate vicinanze. I massi saranno collocati a secco nell’alveo, parzialmente infossati per garantirne la stabilità e disposti in modo da permettere il passaggio anche alle famiglie e ai camminatori meno esperti. Non saranno costruite opere murarie e non verranno impiegati calcestruzzo o materiali artificiali: l’acqua continuerà a scorrere liberamente tra le pietre, senza modifiche alla morfologia o al regime naturale del corso d’acqua.
“Abbiamo scelto soluzioni semplici, leggere e coerenti con il luogo – sottolinea il vicesindaco Claudio Dalla Palma –. I diversi interventi rispondono a problemi molto concreti del percorso, come il fango, i ristagni d’acqua e gli attraversamenti difficoltosi, ma lo fanno senza introdurre opere invasive.
Ponticelli in castagno, pietre reperite sul posto, materiali naturali e lavorazioni in gran parte manuali permetteranno di migliorare la fruibilità dell’anello rispettando la morfologia del terreno, il deflusso delle acque e la vegetazione
presente. È un progetto costruito su misura per la Torbiera, non un intervento standard adattato successivamente al contesto”.
Il sentiero. Il progetto prevede poi la sistemazione di alcuni tratti del sentiero oggi compromessi dalla presenza di fango, avvallamenti e ristagni d’acqua. Nei punti in cui il fondo risulta sconnesso o sdrucciolevole sarà effettuato un riporto
localizzato di materiale arido stabilizzato proveniente da siti estrattivi locali, scelto con colore e granulometria simili a quelli del terreno esistente. Il materiale verrà distribuito e compattato seguendo la pe-denza naturale del tracciato, così da favorire il deflusso dell’acqua e migliorare la percorribilità del percorso in tutte le stagioni, senza impermeabilizzare il suolo né modificare
stabilmente il profilo del terreno.
Nei tratti maggiormente soggetti a ristagno sarà inoltre realizzato un drenaggio sotto la superficie del sentiero. Una tubazione rivestita con geotessile in fibre di cocco consentirà di convogliare l’acqua al di sotto del piano di calpestio e di restituirla a valle, al di fuori della sede di transito. Sopra il drenaggio sarà ripristinato il fondo con materiale naturale e locale. Anche in questo caso le lavorazioni saranno limitate alla sola area necessaria, per preservare la vegetazione circostante e garantire il normale scorrimento delle acque.
Area di sosta e pannelli informativi. All’ingresso del percorso, in una zona esterna ma vicina alla Torbiera, sarà infine realizzata una piccola area di sosta dedicata a chi raggiunge il sito in bicicletta. Su una superficie di materiale arido saranno collocati un portabiciclette, una stazione attrezzata per le piccole riparazioni e un tavolo in legno di castagno. Gli elementi saranno
semplicemente appoggiati o ancorati con sistemi leggeri, senza fondazioni profonde, in modo da mantenere anche quest’opera reversibile e poco invasiva.
Il percorso sarà completato da nuovi pannelli informativi in legno di castagno, protetti da una copertura a doppia falda e collocati in punti ben visibili, ma integrati nel paesaggio. La cartellonistica avrà una funzione non soltanto orientativa, ma soprattutto divulgativa: permetterà ai visitatori di conoscere le caratteristiche della Torbiera, le specie vegetali e animali presenti, il funzionamento dell’ecosistema e l’importanza della conservazione delle zone umide.
Tutte le lavorazioni saranno eseguite privilegiando modalità manuali e senza l’impiego di mezzi meccanici pesanti. Il materiale sarà trasportato lungo i sentieri esistenti con carriole e attrezzature leggere, senza aprire nuove piste.
I lavori non potranno essere effettuati con il terreno saturo d’acqua o dopo piogge intense e saranno programmati al di fuori del periodo riproduttivo delle specie animali di interesse comunitario. Prima dell’avvio, il personale impegnato nel cantiere riceverà inoltre una formazione specifica sulle caratteristiche e sulla fragilità del sito.
LA TORBIERA
La Torbiera di Lipoi è una Zona speciale di conservazione appartenente alla Rete Natura 2000. Si tratta di un ambiente umido particolarmente fragile, caratterizzato dall’alternanza tra prati e ristagni d’acqua e dalla presenza di
vegetazione tipica delle torbiere, comprese specie rare e minacciate. L’area costituisce inoltre un habitat importante per la microfauna e per numerose specie di uccelli, che vi nidificano o vi sostano durante le migrazioni. Tra i principali fattori di vulnerabilità figurano il progressivo abbandono dello sfalcio, la pressione delle attività agricole e il naturale prosciugamento dell’area.
Il progetto complessivo “Rigenerazione e valorizzazione della torbiera di Lipoi” ha consentito negli ultimi anni di approfondire la conoscenza delle specie vegetali e animali presenti, programmare azioni di recupero degli habitat e avviare attività rivolte alla cittadinanza e alle nuove generazioni sui temi della biodiversità e dei servizi garantiti dagli ecosistemi naturali. Con l’avvio del
progetto il Comune di Feltre ha inoltre assunto il ruolo di ente gestore della Torbiera.
Accanto al Comune, capofila del progetto, partecipano l’Istituto agrario “Antonio Della Lucia”, il Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Bologna e la sezione di Feltre del Club alpino italiano.
L’intervento sull’anello naturalistico completa questa attività mettendo insieme tutela ambientale, educazione e mobilità lenta, attraverso opere leggere e reversibili pensate per migliorare l’accessibilità del sito senza comprometterne l’equilibrio ecologico.



