Con questo titolo, senza punto interrogativo, l’analisi di Vincenzo Milanesi sul Corriere delle Alpi di lunedì 20 luglio u.s.
La “Universa Universis Patavina Libertas” è il motto programmatico della Università di Padova nella quale esercita il suo magistero il professore emerito di Filosofia Morale Vincenzo Milanesi.
Evidentemente quel motto non riguarda la Libertà di Scienza e Coscienza dei medici quando il governo e il suo Ministro della Salute, laureato in scienze politiche, stabiliscono che la terapia obbligatoria per un virus (in questo caso il Covid-19) debba essere un vaccino sperimentale da somministrare a tutti, da 0 a 100 anni, comprese le gravide e coloro che avessero già superata l’infezione. Senza deflettere da tale imposizione pur sapendo che le caratteristiche di tale vaccino escludono ufficialmente che possa essere una garanzia contro l’infezione.
Quali possano essere le garanzie scientifiche di statistiche ufficiali prive di una documentazione anatomo patologica, (per l’esclusione delle autopsie, imposta o strettamente consigliata dalle autorità sanitarie ufficiali fin dall’inizio della terapia), l’illustre prof. Vincenzo Milanesi ce lo dovrebbe spiegare.
Al professore consiglio di leggere il volume di 753 pagine “Critica della ragione pandemica” pubblicato nel 2025 dagli scienziati che avevano partecipato al congresso”POLI-COVID-22″ di Torino del 21-25 novembre 2022 “che si prefiggeva di raggruppare nella forma del consesso scientifico tradizionale sia i componenti degli enti preposti alla gestione tecnico-scientifica e autorizzativa in materia di salute pubblica sia accademici, ricercatori e professionisti indipendenti, anche internazionali….”Al confronto dialogico l’intera Università italiana si è sottratta, Padova compresa, malgrado il suo motto. Sarebbe interessante sapere quanti illustri docenti delle Università Italiane nel corso dei Covid abbiano onorato i principi di questo motto enunciato dal 1222.
Filiberto Dal Molin



