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Spettacolo all’Auditorium tratto dal monologo di Stefano Massini. Perché il Comune ha negato il patrocinio?

Belluno, 19/07/2026 – Il diniego del patrocinio comunale allo spettacolo di teatro civile “Ah! Volevo il mio nome” promosso da CGIL Belluno e ANPI Belluno, tratto dalla riscrittura del Mein Kampf di Stefano Massini, rappresenta uno degli atti più significativi della politica culturale dell’Amministrazione De Pellegrin. Una decisione assunta dalla Giunta e difesa pubblicamente dall’assessore alla Cultura Raffaele Addamiano, che ha ricordato come il patrocinio non sia un atto automatico, ma una scelta discrezionale.

Proprio da questa vicenda nasce una domanda che va oltre il singolo episodio: quale idea di cultura ha guidato Belluno in questi quattro anni?

L’assessore Raffaele Addamiano, principale referente politico delle politiche culturali del Comune, ha annunciato più volte una stagione di rinnovamento, partecipazione e apertura.

Nel 2023 e nel 2024 è stata presentata una profonda revisione della Fondazione Teatri delle Dolomiti, con l’obiettivo di aprirla a nuovi soggetti pubblici e privati e di rafforzarne il ruolo come punto di riferimento della cultura bellunese.

Ad oggi, però, non risulta ancora approvato e pubblicato un nuovo Statuto che sostituisca quello vigente. La revisione è stata annunciata più volte e nel dicembre 2024 è stato affidato un incarico professionale per la sua predisposizione, ma il percorso non risulta concluso.

Anche Culture Link era stato presentato come il progetto capace di mettere in rete il mondo culturale del territorio. Successivamente, però, il progetto è stato oggetto di forti critiche pubbliche e diverse associazioni hanno espresso il proprio dissenso rispetto alla sua gestione. È un dato di fatto che su questa iniziativa il consenso inizialmente prospettato non si sia consolidato.

Nel frattempo la Residenza teatrale continua a essere affidata agli stessi tre soggetti storici: TIB Teatro, SlowMachine e Circolo Cultura e Stampa Bellunese. Nessuno mette in discussione il valore delle loro attività. Tuttavia è legittimo chiedersi se, in questi quattro anni, siano stati creati nuovi spazi di partecipazione per l’intero tessuto culturale cittadino oppure se il sistema sia rimasto sostanzialmente invariato.

La questione non è il diritto dell’Amministrazione di compiere scelte politiche. Quel diritto esiste ed è parte del mandato ricevuto dagli elettori.

La vera questione è un’altra: gli annunci di apertura, partecipazione e rinnovamento si sono tradotti in risultati concreti?

Dopo quattro anni rimangono interrogativi che attendono ancora una risposta:

dov’è il nuovo Statuto della Fondazione Teatri annunciato più volte?

quali risultati concreti ha prodotto Culture Link rispetto agli obiettivi inizialmente dichiarati?

quali criteri guidano la concessione o il diniego del patrocinio comunale?

quali strumenti sono stati attivati per ampliare realmente la partecipazione delle associazioni culturali alla vita della città?

La cultura è uno dei beni più preziosi di una comunità. Per questo merita trasparenza, pluralismo, confronto e risultati misurabili, non soltanto annunci.

Dopo quattro anni è tempo di passare dalle promesse ai fatti. Belluno e il suo mondo culturale meritano risposte chiare.

Massimo Ferigutti – ex Presidente Fondazione Teatri delle Dolomiti