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Belluno ricorda Emanuela Loi 

A 34 anni dalla strage di via D’Amelio, la città omaggia il sacrificio della giovane agente

Era il 19 luglio 1992 quando Palermo fu scossa dalla violenza della strage di via D’Amelio. Un attentato brutale che spezzò la vita del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta:
Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddy Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi.
Oggi, a distanza di 34 anni, il sacrificio di quei servitori dello Stato rimane un monito indelebile per la coscienza civile del Paese. Per onorare questa memoria e ribadire con forza l’impegno contro ogni forma di criminalità organizzata, Belluno si prepara a un momento di solenne commemorazione.

Lunedì 20 luglio, ore 11.00 – Piazzale Emanuela Loi, località Levego, Belluno.
La cerimonia, organizzata dalla Questura di Belluno in collaborazione con il Comune, vedrà la partecipazione delle autorità civili e religiose della Provincia. Il momento centrale dell’evento sarà lo scoprimento di un cippo commemorativo dedicato a Emanuela Loi, Medaglia d’Oro al Valor Civile, prima donna agente della Polizia di Stato a cadere per mano mafiosa.

«Il sacrificio di Emanuela e dei tanti servitori dello Stato che hanno perso la vita per difendere la legalità — sottolinea il Questore di Belluno, Roberto Della Rocca — e il ricordo di questa giovane collega sono tutt’oggi vivi e presenti in chi, ogni giorno, decide di ribellarsi alla mafia».

Questo cippo non sarà solo un monumento in pietra, ma un segno concreto nel territorio bellunese, un invito costante alla memoria e alla responsabilità. Ricordare Emanuela Loi significa rinnovare la promessa di non voltarsi dall’altra parte, mantenendo vivo l’esempio di coraggio e dedizione di chi ha dato la vita per le istituzioni e per la libertà di tutti.