Venezia, 18/07/2026 – Il “modello Veneto”, celebrato per anni come esempio di efficienza e solidità, si trova oggi ad affrontare un risveglio brusco. La parifica del rendiconto generale 2025 da parte della Corte dei Conti ha sollevato il velo su una situazione finanziaria ben diversa da quella raccontata negli anni, mettendo a nudo criticità strutturali che ora pesano come macigni sulle spalle dei cittadini.
A lanciare l’allarme è il Gruppo Consiliare “Resistere”, che parla senza mezzi termini di “fallimento” dell’era Zaia. Al centro della contestazione vi è un’eredità pesante: oltre un miliardo di euro di debiti complessivi e una gestione delle grandi opere che, secondo l’opposizione, ha drenato risorse vitali a scapito dei servizi essenziali.
IIl primo grande accusato è il “bluff” delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Se in passato erano state dipinte come un’operazione a costo zero, i conti della magistratura contabile dipingono un quadro diverso: la Fondazione Milano Cortina viaggia verso un pesante deficit strutturale che, secondo il Gruppo Resistere, finirà per gravare sugli enti locali e, di riflesso, sui contribuenti veneti.
Non va meglio sul fronte della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV). Con perdite strutturali che nel solo 2025 hanno toccato i 176 milioni di euro, l’opera si conferma un “buco nero” finanziario. Nonostante l’aumento dei pedaggi – definito dall’opposizione una “tassa occulta” su famiglie e imprese – il bilancio regionale è costretto a continui travasi di fondi per ripianare le falle di un contratto di concessione ereditato dal passato.
L’emorragia di denaro pubblico destinato alle grandi infrastrutture sta avendo un impatto diretto sul sociale. Il Gruppo Resistere punta il dito contro lo stato del patrimonio ATER: ben 7.800 alloggi risultano oggi inagibili per mancanza di manutenzioni. Un paradosso, in un momento in cui la domanda di edilizia residenziale pubblica cresce vertiginosamente, lasciando giovani famiglie e anziani in una condizione di estrema fragilità.
Particolarmente dura l’analisi sulla gestione della sanità. Sebbene il bilancio di “Azienda Zero” mostri un utile di circa 529 mila euro, l’opposizione bolla il dato come un “artificio contabile”. La realtà, sostiene il Gruppo, è fatta di pronto soccorso in crisi, liste d’attesa interminabili e carenza di personale. A destare scalpore, inoltre, la denuncia su come siano stati spesi i 42 milioni di fondi straordinari: ben 20 milioni, secondo i consiglieri, sono stati dirottati verso la sanità privata convenzionata, una scelta definita come una “sistematica abdicazione” del ruolo pubblico.
Il nuovo Governatore, Alberto Stefani, si trova ora a gestire una transizione complessa. Pur riconoscendo la sua disponibilità al dialogo – come dimostrato dall’apertura verso la proposta di una “Costituente per l’Autogoverno” lanciata dallo stesso Gruppo Resistere – i consiglieri sono categorici: non è più tollerabile la continuità con gli errori del passato.
“Il tempo delle scuse e della propaganda è scaduto”, dichiarano dai banchi della minoranza, chiedendo un cambio di marcia netto. La disponibilità a un confronto costruttivo rimane, ma la vigilanza sarà rigorosa. Il messaggio a Stefani è chiaro: se l’obiettivo è invertire la rotta e smantellare il centralismo a favore dei territori, il confronto è possibile. In caso contrario, il Gruppo promette di continuare a svolgere il suo ruolo di “fiero custode dell’autonomia” veneta.



