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L’eredità ritrovata di Adelasia: a Fonzaso il ritorno delle donne della famiglia Argenta per onorare la “levatrice del paese”

Venerdì 25 luglio, Jennifer Anton presenterà il suo romanzo Sotto la luce della luna italiana nella Libreria Agorà di Feltre, dalle ore 18:00 alle 19:00

Feltre, 17/07/2026 – A distanza di quasi novant’anni dalla sua scomparsa, il nome di Adelasia dalla Santa Argenta torna a risuonare tra le montagne di Fonzaso. Una figura storica, quella dell’ostetrica che per anni ha fatto nascere intere generazioni di fonzasini, la cui vita fu spezzata da un’ingiustizia profonda durante gli anni bui del regime fascista. Ora, il 25 e 26 luglio, la sua eredità sarà celebrata da una numerosa delegazione di discendenti, giunte da ogni parte del mondo per ricongiungersi con le proprie radici.

Nata a Sorravante e formatasi a Padova su indicazione del parroco, Adelasia fu una pioniera: donna forte in un mondo dominato dagli uomini, percorse chilometri a piedi tra le valli feltrine per assistere le partorienti, sfidando i pericoli della Prima guerra mondiale. La tradizione familiare tramanda una frase emblematica della sua fede e del suo coraggio: quando, durante la Grande Guerra, un medico le chiese se fosse armata, lei rispose indicando la sua croce: “No. Ho la mia croce”.

La sua dedizione si scontrò con le rigide e oppressive leggi del regime fascista, che miravano a un controllo totale sulla maternità e sulle professioni sanitarie. Nel 1937, in seguito alla morte di una partoriente — nonostante Adelasia avesse tempestivamente avvertito la famiglia della necessità di un intervento medico superiore alle sue possibilità — l’ostetrica fu ingiustamente indagata e sospesa dal servizio. Il dolore per il disonore subito e l’impossibilità di esercitare la sua missione portarono la donna al declino fisico e alla morte, avvenuta quello stesso anno.

Un filo rosso tra Fonzaso e l’Illinois

La storia di Adelasia, però, non si è fermata nel 1937. È riemersa decenni dopo grazie alla ricerca della trisnipote, la scrittrice Jennifer Anton. Partendo dai racconti frammentari della nonna — che portava il nome di Adelasia (“Lasietta”) — e ricostruendo l’epopea familiare che ha portato gli Argenta a emigrare negli Stati Uniti nel 1947, Jennifer ha scritto il romanzo Sotto la luce della luna italiana.

Il libro, ora disponibile anche in Italia, non è solo la cronaca di una saga familiare, ma il ritratto di una stirpe di donne capaci di resistere a guerre, dittature e all’esilio, mantenendo vivo il ricordo di chi le ha precedute.

Il 26 luglio, in occasione della Festa di Sant’Anna, si terrà un momento di grande impatto emotivo: davanti all’altare di Fonzaso, dove il nome di Adelasia è inciso come prima dedica, le sue discendenti si riuniranno in un commovente omaggio. Da Joliet (Illinois) arriverà Nancy Manzi Anton (pronipote), affiancata da altre discendenti residenti tra Fonzaso, Torino, Londra e Seren del Grappa, unite dalla volontà di onorare una donna che la storia ha cercato di cancellare, ma che l’amore della sua famiglia ha restituito alla memoria collettiva.

Appuntamento a Feltre

In attesa della cerimonia a Fonzaso, venerdì 25 luglio, Jennifer Anton presenterà il suo romanzo Sotto la luce della luna italiana presso la Libreria Agorà di Feltre, dalle ore 18:00 alle 19:00. Sarà l’occasione per scoprire i retroscena di una ricerca che ha attraversato l’oceano per ricucire, pagina dopo pagina, lo strappo provocato dal tempo e dall’ingiustizia.