L’intesa passa col 90% dei voti, ma la Fiom frena: “Tutelati i diritti storici, ma mancano i passi in avanti su salari e tutele per i nuovi assunti”
Limana, 17/07/2026 – Un voto chiaro, ma accompagnato da riserve critiche. Si è conclusa con l’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori la complessa partita per il rinnovo del contratto integrativo nello stabilimento Epta Costan di Limana. L’ipotesi di
accordo, frutto di una negoziazione segnata in precedenza dallo sciopero del 19 giugno, ha incassato il via libera definitivo nella consultazione di giovedì: su 614 votanti (pari al 54,5% degli aventi diritto), il 90% si è espresso a favore, con 554 voti favorevoli contro 50
contrari.
I numeri del voto:
Partecipazione: 54,5%
Voti favorevoli: 90%
Voti contrari: 50
L’intesa siglata introduce diverse novità, sia sul piano economico che normativo. Tra i punti chiave si segnalano l’istituzione di un’indennità per i carrellisti (45 euro mensili), una nuova indennità per il livello intermedio tra C2 e C3 (50 euro) e la stabilizzazione di parte del salario variabile. In particolare, il cosiddetto “gettone” mensile di 90 euro viene trasformato
in un superminimo aziendale non assorbibile per i lavoratori già in forza, mentre per i neoassunti il riconoscimento avverrà gradualmente nell’arco di un triennio. Il pacchetto include inoltre misure di welfare, tra cui bonus nascita e borse di studio per il merito scolastico.
Nonostante la firma, il clima post-accordo è tutt’altro che unanime. La Rsu Fiom e la Segreteria provinciale della Fiom Cgil di Belluno, pur rispettando la volontà dei lavoratori, hanno preso nettamente le distanze dai toni celebrativi utilizzati da altre sigle sindacali, in particolare la Fim Cisl.
Stefano Bona, segretario generale della Fiom bellunese, non ha nascosto il rammarico per un’occasione “solo in parte colta”. Secondo il sindacato, pur avendo difeso le conquiste storiche e arginato tentativi aziendali di ridurre tutele, restano irrisolti nodi critici fondamentali. Il punto di maggiore frizione rimane la mancata introduzione del principio di non assorbimento degli aumenti contrattuali sui superminimi, una mancanza che, in un contesto di inflazione elevata, rischia di erodere il potere d’acquisto reale, specialmente per il personale impiegatizio.
“Riteniamo che il risultato finale sia inferiore alle aspettative e alle richieste della piattaforma sindacale”, ha spiegato Bona. A destare forte preoccupazione è anche la gestione dei neoassunti: la Fiom contesta l’impostazione aziendale che, sebbene mitigata dall’azione sindacale, introduce elementi di disparità trattamentale all’interno del perimetro contrattuale.
In conclusione, per la Fiom, l’accordo rappresenta una difesa del passato più che un salto in avanti verso le sfide future del mercato del lavoro. “Si poteva fare di più e meglio”, chiosa Bona, segnando un solco profondo che accompagnerà la discussione sindacale nello stabilimento nei mesi a venire.



