Longarone, 15 luglio 2026 – “Sul Vajont non possono esserci posizioni intermedie: non è una questione di convenienza economica, ma di valori, di memoria e di rispetto”.
Così l’assessore regionale alla Montagna Dario Bond replica alle dichiarazioni del sindaco di Longarone Roberto Padrin, che, pur ribadendo la propria contrarietà al progetto di una centrale idroelettrica sul torrente Vajont, ha affermato che l’eventuale presenza di benefici per la comunità potrebbe essere oggetto di valutazione.
Bond premette di nutrire “grande stima” nei confronti di Padrin, ma precisa di non condividere l’impostazione espressa dal primo cittadino: “Su questioni come questa – osserva – non esistono vie di mezzo. Non si può pensare che eventuali compensazioni economiche possano modificare una posizione che riguarda un luogo simbolo come il Vajont”.
Per l’assessore, il tema va affrontato ben oltre il piano delle ricadute economiche: “Il Vajont rappresenta una linea invalicabile. È un luogo che richiama la memoria delle vittime della tragedia del 1963 e proprio per questo impone una scelta di principio. Non è una vicenda sulla quale si possa ragionare in termini di convenienza”.
Bond conclude mettendo in dubbio anche l’utilità concreta di eventuali benefici economici derivanti dall’opera: “Con tutta la stima che ho per il sindaco Padrin e la sua capacità amministrativa – afferma – e con un avanzo di amministrazione di 6 milioni di euro nelle casse del Comune, mi chiedo quale possa essere l’interesse per risorse aggiuntive che, a fronte della posta in gioco, sarebbero comunque marginali. Di fronte a ciò che rappresenta il Vajont, un eventuale ritorno economico non può essere l’elemento decisivo”.



